Gruppo di lettura

Il circolo dei lettori della Dozza in Salaborsa

copertina di Il circolo dei lettori della Dozza in Salaborsa
Contatti Biblioteca Salaborsa Piazza Nettuno, 3, Bologna bibliotecasalaborsa@comune.bologna.it Sito web

Gruppo di lettura degli studenti e delle studentesse di Filologia Classica e Italianistica che si incontrano con i detenuti della Casa Circondariale Dozza

Quando e dove

Il gruppo si ritrova in Biblioteca Salaborsa il quarto lunedì del mese, alle 18, in Sala Conferenze, al 2° piano di Biblioteca Salaborsa.

Calendario degli incontri 2026/2027

  • 28 settembre Nicoletta Verna, I giorni di vetro (Einaudi, 2024)
  • 26 ottobre Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte (Einaudi, 2014)
  • 23 novembre Emmanuel Carrère, Vite che non sono la mia (Adelphi, 2019), traduzione di Federica Di Lella, Maria Laura Vanorio
  • 14 dicembre Fabrizio Pomes, Trovate la speranza o voi che entrate (Pendragon, 2026) 
  • 25 gennaio 2027 Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini+Castoldi, 2017)
  • 22 febbraio Gianni Celati, Narratori delle pianure (Feltrinelli, 2018)
  • 22 marzo, Philip K.Dick, Ubik (Mondadori, 2021), traduzione di Marinella Magrì
  • 26 aprile Gianrico Carofiglio, Elogio dell’ignoranza e dell’errore (Einaudi, 2025)
  • 24 maggio a cura di Stefano Tonietto, Poesia demenziale da Ferdinando Ingarrica a oggi (Quodlibet, 2024) 
  • 28 giugno Cormack McCarthy, Sunset limited (Einaudi, 2017), traduzione di Martina Testa

Come

Gli incontri, coordinati dagli studenti universitari, vedono il coinvolgimento in carcere di autori e curatori delle opere.

La partecipazione al gruppo di lettura è libera, gratuita e aperta a chiunque voglia aderire.

Sul gruppo di lettura

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato

Art. 27 della Costituzione italiana

Nato come percorso di formazione per i detenuti iscritti all'Università, il Circolo di lettura della Dozza è il gruppo di lettura degli studenti e delle studentesse e dei docenti del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell'Università di Bologna con i detenuti della Casa Circondariale Dozza.

Da questo circolo si è sviluppato un gruppo di lettura esterno e parallello, il Circolo dei lettori della Dozza, al quale partecipano anche quei lettori che, entrando nella Casa circondariale Dozza, possono discutere dei libri con i detenuti. L'iniziativa ha l'intento di creare un ponte tra i due circoli e avvicinare altri studenti universitari e cittadini alla realtà carceraria.

Prossimi appuntamenti
Gruppo di lettura dei lettori che entrano nella Casa Circondariale Dozza
  • 28 settembre 2026, 18:00
  • 26 ottobre 2026, 18:00
  • 23 novembre 2026, 18:00
  • 14 dicembre 2026, 18:00
  • 25 gennaio 2027, 18:00
  • 22 febbraio 2027, 18:00
  • 22 marzo 2027, 18:00
  • 26 aprile 2027, 18:00
  • 24 maggio 2027, 18:00
  • 28 giugno 2027, 18:00
Sta leggendo
Vite che non sono la mia
di Emmanuel Carrère. Traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio
copertina di Vite che non sono la mia
Dove trovo questo libro a Bologna?
Abstract

«Da sei mesi a questa parte, ogni giorno, di mia spontanea volontà, passo alcune ore davanti al computer a scrivere di ciò che mi fa più paura di qualsiasi altra cosa: la morte di un figlio per i suoi genitori, quella di una giovane madre per i suoi figli e suo marito. La vita ha fatto di me il testimone di queste due sciagure, l’una dopo l’altra, e mi ha incaricato – o almeno io ho capito così – di raccontarle...». Il caso ha infatti voluto che Emmanuel Carrère fosse in vacanza nello Sri Lanka quando lo tsunami ha devastato le coste del Pacifico, e che si trovasse ad accompagnare una giovane coppia di connazionali lungo le penosissime incombenze pratiche necessarie per ritrovare il corpo della figlia di quattro anni; e che, pochi mesi dopo, gli accadesse di seguire un’altra vicenda dolorosa, quella che porterà alla morte per cancro la sorella della sua compagna. C’è un solo modo per ricevere il dolore degli altri: farlo diventare il proprio dolore. Questo è il compito che si assume Carrère, riuscendo a scrivere, senza mai cadere nell’enfasi, ma mettendo a fuoco con la precisione ossessiva di un reporter ogni minimo particolare, uno dei suoi libri più «scandalosi» – e proprio per questo più amati dai lettori.

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