Riflessione, solitudine, arricchimento.
Quando leggo sono altrove, penso a me nel libro, con il libro, rispetto al libro, fuori dal libro. Leggere è scoprire se stessi e avvicinarsi agli altri, riempirsi di vite altrui, paesaggi sconosciuti, profumi lontani. Leggere è concedersi una pausa dal vortice del tempo.
Queste sono le parole di Ila, una delle Voci dal verbo LEGGERE, uno spazio di partecipazione per lettrici e lettori orgogliosi di leggere, nato per raccontare il piacere e il significato della lettura disponibile su pattoletturabo.it. Si tratta di una delle prime azioni promosse come Patto per la lettura di Bologna. Grazie a un intervento di public art a cura di Cheap una selezione di questi contributi sono diventati protagonisti sui muri della città per contagiare e promuovere la lettura in modalità inedita e partecipata, valorizzando voci e realtà del territorio. Una pratica che promuoviamo da oltre sette anni. Quest’anno, con una novità.
Lo scorso 19 febbraio si è tenuta la prima tappa del percorso Verso un Patto Regionale per la Lettura. Promosso dalla Regione Emilia-Romagna con il supporto tecnico di ART-ER, la giornata ha riunito i referenti dei Patti locali e gli stakeholder del settore per iniziare a tracciare le linee guida di un coordinamento strutturale su scala regionale Tra le tante realtà regionali invitate a confrontare le proprie esperienze e a partecipare ai tavoli di lavoro, c'eravamo anche noi dell'ufficio di coordinamento del Patto per la lettura di Bologna.
Grazie a questo primo incontro abbiamo potuto conoscere diverse esperienze locali. Si tratta di realtà che dimostrano come tali strumenti siano efficaci nel creare nuove alleanze sul territorio e nel promuovere la lettura attraverso pratiche inedite, capaci di intercettare pubblici nuovi e diversificati. I Patti per la lettura sono, a tutti gli effetti, anche un'infrastruttura di welfare culturale: collegano realtà apparentemente lontane, riducono le distanze e stimolano lo scambio, favorendo una partecipazione democratica e una crescita culturale diffusa.
A Bologna, città che ha fatto della partecipazione un tratto identitario, sperimentiamo ogni giorno la complessità di questo approccio. Sappiamo bene che per far funzionare un Patto non bastano la burocrazia o la firma di un protocollo d'intesa; servono cura, ascolto attivo, servizi dedicati e una manutenzione costante delle relazioni umane e sociali.
Il percorso regionale prevede altri appuntamenti nel corso dell’anno, pensati per far sì che il futuro Patto possa accogliere e valorizzare le istanze di tutti gli attori e i territori che compongono questo comparto.
Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 11 giugno.