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Gruppo di lettura

Café Littéraire

Contatti Alliance Francaise, via Dè Marchi, 4, Bologna segreteria@afbologna.it Sito web

Café Littéraire è il Gdl dell'Alliance Francaise, nato per promuovere la letteratura francese contemporanea.

Il Gdl vuole promuovere la conoscenza della produzione narrativa francese contemporanea tra la cittadinanza bolognese e valorizzare gli spazi dove è conservato il ricco fondo bibliotecario dell’associazione. 
Il Café Littéraire si pone l’obietttivo di coinvolgere lettori, lettrici e chiunque abbia interesse a esplorare la letteratura francese e in particolar modo la produzione editoriale delle autrici contemporanee. 
Gli incontri si tengono in francese e in italiano e sono condotti da Jessy Simonini, membro del direttivo dell’Alliance e dottorando in Letterature comparate presso l’Università di Udine. 
Gli incontri hanno cadenza mensile, con una sospensione nei mesi di luglio e agosto

Prossimo incontro
venerdì 18 novembre h. 17,30
per parlare di Ru, di Kim Thùy



Tutte le modalità di accesso sono consultabili sul sito

 

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Ru di Kim Thùy
copertina di Ru
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Altri libri letti
  • L'amant di Marguerite Duras
  • Mémoire de fille di Annie Ernaux
  • Thérèse et Isabelle di Violette Leduc
  • Nada di Jean Patrick Manchette
Abstract

Ru, che ha vinto il «Prix du Gouverneur Général» in Canada nel 2009 e il «Grand prix RTL-LIRE» 2010 in Francia, è il primo romanzo della scrittrice quebecchese di origine vietnamita Kim Thúy. Nata a Saigon nel 1968 da famiglia agiata, costretta a fuggire all’età di dieci anni, ha vissuto per un anno in condizioni tragiche in un campo di rifugiati in Malaysia, per approdare infine in Québec, dove vive stabilmente da trent’anni con l’interruzione di qualche soggiorno in Vietnam. Per dare il titolo al suo romanzo ha scelto una parola che esiste sia in lingua francese che vietnamita, con due significati che interagiscono per tracciare il profilo della storia: in vietnamita ru significa culla, cullare, mentre in francese indica un piccolo ruscello ma anche, come leggiamo in una frase esplicativa posta in guisa di introduzione: «au figuré “écoulement” (de larme, de sang, d’argent)», dunque il luogo d’origine agli inizi accogliente e l’abbandono verso l’altrove su acque povere e incerte. Superate le difficoltà materiali che incontra ogni membro di un popolo in fuga, Kim Thúy ha sentito il bisogno di raccontare la sua storia, non per fare opera letteraria, ma per tenere vivo il ricordo degli eventi e soprattutto dell’esperienza umana di coloro che li hanno vissuti dalla parte delle vittime, senza però mai indulgere a toni vittimistici.

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