Eloisa Atti

Voci dal verbo LEGGERE | in occasione della partecipazione a Rocket Girls, qualche domanda su libri e letture a Eloisa Atti – novembre 2021

Che ruolo hanno libri e lettura per te, qual è il tuo rapporto con la parola scritta e le immagini e con l’oggetto libro/pubblicazione? 
I libri sono vivi. Hanno un corpo grosso o esile, una pelle liscia e lucida oppure un po’ opaca e ruvida (la mia preferita), un odore, spesso un profumo, un vestito che testimonia il loro gusto, fine ed essenziale o vistoso, classico oppure originale. E se sono usati, hanno assorbito odori e caratteristiche delle persone con cui sono entrati in contatto, mostrano i segni di cure ricevute, di viaggi e intemperie che hanno affrontato. Una volta, in un mercatino a Lisbona raccolsi e salvai dalla pioggia che la stava inzuppando una sottile raccolta di scritti di Chico Buarque e la portai con me in aereo al ritorno: quel libretto maltrattato dal meteo e dalla noncuranza mi restituì dieci volte tanto l’amore che gli avevo dimostrato, toccando profondamente il mio cuore, mentre io gli rendevo l’acqua da cui lo avevo liberato, ma sotto forma di lacrime di emozione e bellezza. Infatti, i libri hanno soprattutto un’anima e il bisogno vitale di relazionarsi con noi e questi sono i pensieri ed i sentimenti che descrivono il mio rapporto intimo con loro.

Quali sono i testi significativi nella tua formazione?
Da piccola leggevo fumetti che mio padre mi portava ogni settimana e che aspettavo con trepidazione: L’Uomo Ragno e Topolino. Ma attingevo pure alle raccolte delle mie sorelle grandi, quindi montagne di Alan Ford e di Diabolik. In casa avevamo anche un librone che ho adorato: miti, leggende e fiabe. Da bambina conoscevo vita morte e miracoli dei protagonisti della mitologia greca e romana. Quella nordica invece m’incuteva un po’ di timore e non mi ha mai veramente appassionata. Questa mia passione ho potuto coronarla qualche anno fa, con grande piacere, anzi con una sorta di bambinesca esaltazione, ideando il concept album Penelope, dedicato all’Odissea. La mamma invece mi comprava qualche datato libro di buoni sentimenti, ma soprattutto gialli per ragazzi: leggevo Nancy Drew ma anche Ellery Queen... Poi mio papà mi passava i suoi libri di P.G.Wodehouse e di Jerome Klapka Jerome e dopo ne parlavamo e ridevamo insieme, abitudine che nell'adolescenza si è mantenuta quando lo scettro è passato ai libri di Woody Allen. Mio padre ne rideva con me come un bambino, con le lacrime che gli bagnavano il collo! Ho passato vari periodi concentrandomi su letture di un genere preciso, per motivi di studio e passione al tempo stesso. Ai tempi dell'università di lingue ho letto molta letteratura russa e l'ho amata talmente da non abbandonare mai del tutto questo filone: Gogol, anche nei suoi brevi geniali e divertenti racconti (Il cappotto, Il naso...), Dostoevskij un gigante, Bulgakov per l'originalità incomparabile e anche per la ricchezza dei diversi livelli di lettura e interpretazione offerti dal suo capolavoro Il Maestro e Margherita, Nabokov per la sua capacità di scandagliare le debolezze dell'animo umano e di averne disprezzo e pietà al tempo stesso. Lolita è un libro splendido. La mia formazione naturalmente ha previsto molte appassionanti letture che hanno influenzato ed arricchito il mio mondo musicale e ne vorrei parlare in modo specifico in seguito.

Biblioteche, archivi, librerie, rete: dove cerchi parole e immagini, volumi e riviste, fumetti utili per le tue ricerche?
Amo le librerie piccole, dove posso in certi momenti conversare con i commessi. Mentre i negozi nei centri commerciali, anche se sono spesso meglio organizzati, mi appaiono impersonali e ho pudore a chiedere consigli agli addetti, spesso indaffaratissimi. Alle biblioteche accedo per studiare e fare ricerche, ma è difficile che lo faccia per prendere in prestito libri di lettura, visto che poi mi dispiacerebbe restituirli. La rete è uno strumento per reperire informazioni, formidabile, utile, ma anche dispersivo e scevro da affettività per quanto mi riguarda. In casa ho un tesoro che continua ad arricchirmi: la libreria di mio padre. A volte mi diverto a curiosare negli scatoloni di libri nei mercatini ed è raro che me ne vada a mani vuote. L’ultima volta ho portato a casa 11 prigionieri, per fortuna non troppo pesanti.... Alla fiera del libro per ragazzi di Bologna, dove sono andata spesso fino a qualche anno fa, ho trovato uno dei miei libri preferiti di fotografia: Penguins - Traveling the world in cui Willy Puchner ha trasportato in giro per il mondo una coppia di pinguini sagomati a grandezza naturale, vestendoli come veri turisti e prendendo scatti dei luoghi dal punto di vista dei romantici pennuti.

Lettura come stimolo, approfondimento, per documentarsi, per distrarsi…? Tu come la pratichi?
Pratico tutto! Approfondisco e m’informo sfruttando la rete, dove magari trovo ispirazione per andare ad acquistare libri e riviste. Invece i libri fisici, tangibili, palpabili e annusabili li leggo per piacere, cura dello spirito, felicità, consolazione, condivisione, voglia di evasione o curiosità: non potrei mai farlo tramite uno schermo.

Quali sono le letture che hanno contribuito al tuo percorso artistico? Quali libri, riviste, fanzine, fumetti si accumulano sul tuo tavolo di lavoro?
Più avanti, per la mia tesi di laurea in lingue, ho scritto un metodo per insegnare l'inglese tramite l'ausilio della musica afroamericana. Quella è stata un'ottima ragione perché la mia famiglia mi aiutasse a trascorrere due mesi di studio a NY. Ho ancora la tessera della biblioteca: le mie letture si sono molto concentrate su Hip Hop, cultura afroamericana metropolitana, caratteristiche di quella specifica lingua in continua evoluzione e della tradizione orale, dai griot africani alle Dirty Dozens. E naturalmente oltre all'Hip Hop ho raccolto e studiato materiale su spiritual, blues e jazz. Qualche titolo interessante? My Bondage and my freedom di Frederick Douglass; Wade in the water di Arthur C. Jones; Blues people di Le Roy Jones; Black Talk di Geneva Smitherman; Black culture and black consciousness di L.W. Levine. La mia passione per il jazz mi ha portato a leggere anche diverse biografie, oltre a studiare libri di storia del jazz. In particolare per quanto riguarda la mia preferita in assoluto, Billie Holiday, ho letto molto e alla fine ho fatto su di lei la mia tesi del biennio di specializzazione in jazz. La sua famosa autobiografia è soprattutto un romanzo appassionante, ma molte verità e approfondimenti li ho trovati in altri libri come Lady Day di Julia Blackburn e Billie Holiday - The musician and the myth di John Szwed.
Ho avuto una fase brasiliana letteraria contemporanea a quella musicale. Suonavo coi Caputolindo, ascoltavo rapita Elis Regina, João Gilberto, Caetano, Gil, Dorival Caymmi, Gal Costa, Bethania, Clara Nunes e leggevo estasiata Jorge Amado. Poi ho continuato a cercare e ad amare la poesia di Vinicius De Moraes e di Chico Buarque. La poesia in generale è sempre stata un’amica preziosa, una presenza costante in famiglia. Il nostro papà ci ha abituate, per amorosa imitazione del suo esempio, ad usarla come canale espressivo prediletto: sia come cemento affettuoso per la nostra comunità di parenti e amici, con rime per ridere o piangere assieme, sia come naturale, immediata ed efficace valvola di sfogo personale di emozioni che altrimenti sarebbe stato difficile comunicare. Le mie sorelle scrivono poesie, io scrivo canzoni. Una delle mie muse ispiratrici? Alfonsina Storni, la poetessa nata in Svizzera ma vissuta in Argentina, protagonista della splendida e tragica canzone Alfonsina y el mar.
Negli ultimi anni mi è scoppiata la passione per l’Americana e questo mi ha ispirata non poco nella scrittura del mio album Edges e di quello a cui sto lavorando, Lost Monalisa. Mi sono lasciata trasportare lungo la frontiera dalla violenza e dall'ineluttabilità delle storie di Cormac McCarthy, ma anche da vicende più intime, come il capolavoro di John Williams, del quale vorrei dire qualcosa in più, sperando di non tirare troppo la corda con le mie chiacchiere. Stoner è un grande e anomalo romanzo americano. Non è chiaro quello che ti fa, ma è certo quello che non ti fa: non ti porta in un mondo "altro" che ti affascina o ti distoglie da quello che conosci, non ti tiene inchiodato alla sedia come davanti alla televisione a seguire le vicende di un protagonista ruvido o magari maledetto. Il suo mondo non emerge, non punta su una scena eclatante o una storia sorprendente. È il mondo di un uomo mite, con le sue fragilità, con una grande penalizzante sensibilità, contro il quale si accaniscono prepotenti e maligni, un uomo che non s'impone, il cui coraggio non si manifesta tramite reazioni virili alle ingiustizie della vita, ma nell'attraversare la vita senza che il cuore ne venga corrotto, il suo passaggio è delicato ma indelebile, è la storia discreta di un'anima onesta con se stessa nella visione lucida delle proprie miserie e possibilità e al contempo dedita con umile e leale costanza alla propria passione. Ti affezioni a Stoner, vorresti proteggerlo e ammiri la sua pazienza e la sua resilienza. Questa parola così di moda negli ultimi anni non mi è mai piaciuta. Forse mi piace ora perché l'ho collegata ad un personaggio che ho amato e probabilmente è la prima volta che la capisco profondamente. Come mi era capitato per La versione di Barney, quando ho terminato il libro l’ho tenuto tra le mie braccia per tutta la notte. E qui ritorniamo alla mia percezione dei libri come esseri viventi di cui parlavo all’inizio di questa intervista.

Tieni dei libri, fumetti, riviste in casa? Se si, ci racconti brevemente come è o non è organizzata la tua libreria?
La mia libreria è organizzata per reparti tematici ed è coloratissima, ci sono anche vinili, oggetti particolari e ricordi. Una parte la potete intravedere nella foto. I reparti sono: fumetti, raggruppati per autore e con Will Eisner tra i preferiti; poesia e musica, riviste speciali comprese; filosofia e storia; letteratura; arte e fotografia; vecchissime edizioni dentro a buste di plastica (non sempre). Poi in soffitta ho borse, borsoni e scatoloni con altri libri che ogni tanto vado a ripescare. In taverna invece ho la libreria di mio padre che ogni volta mi riserva tesori e sorprese. In giro per la casa ci sono riviste musicali, tipo Vinile, Blow up, Buscadero, Jazzit e il bell’allegato di un quotidiano a cui mi sono disaffezionata, ma che un amico mi tiene da parte.

Hai dei consigli di lettura da suggerire?
Ho una predilezione per gli scrittori ebrei del Novecento, l’elenco è sterminato e i titoli scontati, come Lamento di Portnoy di Philip Roth, Il re della pioggia di Saul Bellow, o le opere di Mordecai Richler (La versione di Barney,  Solomon Gursky è stato qui, L'apprendistato di Duddy Kravitz…). Poi, mea culpa, ho scoperto tardi (ma ora sto recuperando) la nostra Natalia Ginzburg e, oltre all’intenso ma mai pesante Lessico famigliare ho amato una lettura delicata che tramite brevi capitoli mi ha aperto scorci illuminanti sull’intimità e personalità dell’autrice, facendomela sentire molto vicina, quasi una sorella: Mai devi domandarmi. Cosa ho trovato in particolare in questi autori ebrei?  Lucidità, onestà molto vicine al cinismo in diversi casi, ma alla base c'è sempre qualcosa che ti fa amare il personaggio, forse perché ha il coraggio di mettersi a nudo senza riguardo delle sue miserie. Questo ha il doppio effetto di renderlo completamente umano e di far sentire al lettore una partecipazione alla vicenda, far sentire il lettore meno solo in una fratellanza col protagonista. L'ironia è poi centrale e immancabile. Una luce non diffusa, ma piccola, intensa, diretta su particolari; una verità liquidata con frasi veloci che ti strappa un sorriso o anche una risata, un momento di leggerezza nella tragedia, una forza di rinascita che riconosco come qualcosa di familiare, quello che da sempre ho conservato come il dono più bello da parte dei miei genitori e che rivedo nelle mie sorelle e nei loro figli.


Eloisa Atti sarà ospite a Rocket Girls a cura di Laura Gramuglia a NEURADIO/MAMbo, mercoledì 17 novembre h 18.30. Seconda tappa autunnale della rassegna che prosegue fino a dicembre ogni due mercoledì del mese h 18.30, sempre in diretta web dalle 18.30 e live al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Anche per questo ciclo di incontri, un podcast sarà sempre disponibile al termine di ogni incontro su tutti i canali della rassegna. I libri consigliati dalle artiste sono disponibili al prestito presso le biblioteche cittadine e in vendita presso Libreria Trame Bologna.

Eloisa Atti figlia del poeta bolognese Luciano Atti, Eloisa Atti ha fatto parte per sei anni del prestigioso Piccolo Coro dell'Antoniano diretto da Mariele Ventre, grazie al quale dalla più tenera età ha conosciuto l'esperienza del palco, della televisione, della sala d'incisione e delle tournée in Italia e all'estero. Ha inoltre partecipato a sei edizioni del festival internazionale dello Zecchino d'Oro e al film Dancing Paradise di Pupi Avati. Nella sua formazione, oltre all'ascolto attento e appassionato dei dischi - da lei stessa indicati come i maestri che ha frequentato con più assiduità - vi sono lo studio del violino presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna, le lezioni con la cantante di Chicago Laverne Jackson, la partecipazione a diversi workshop di artisti come Barry Harris, Dena De Rose, Bob Stoloff, Rachel Gould, Mark Murphy, Jay Clayton, Luciana Souza, Steve Gut, Barbara Casini. Laureata col massimo dei voti in Musica Jazz e in Lingue e Letterature Straniere Moderne, è stata per diversi anni docente presso il Conservatorio di Adria A. Buzzolla. Ha esperienze live significative e durature come interprete e come compositrice con Caputolindo, Hammond Bandits, Eloisa Atti Jazz Quintet e con il duo quasi ventennale con il chitarrista Marco Bovi, col quale ha inciso tre dischi. Ha collaborato dal vivo e/o in studio con artisti quali Jimmy Villotti, Patrizia Laquidara, Mirco Mariani, Antonio Gramentieri, Fabio Morgera, Enrico Farnedi e partecipato a progetti originali di Don Antonio, Sacri Cuori, Francesco Giampaoli, Giacomo Toni, Maisie, Enrico Farnedi, DJ Farrapo, Riccardo Lolli, Colonel V. Ha preso parte a spettacoli teatrali e televisivi, come Mai dire Martedì, il Nuzzo Di Biase Show con Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, Ale&Elo Show e Penelope con Alessandra Merico, Tutti Maracani di Jimmy Villotti, L'Antropofono di Matteo Belli. Dopo la realizzazione di due album con i Sur assieme a Francesco Giampaoli - Sur e Il Limite - viene pubblicato a suo nome Penelope, con la produzione artistica di Francesco Giampaoli (Brutture Moderne): un concept album dedicato all'Odissea da lei interamente ideato e composto. La collaborazione di vecchia data con Matteo Raggi (sax tenore) e Davide Brillante (chitarra), con i quali ha presentato nel tempo diversi progetti tutti dedicati alla figura di Billie Holiday ha portato alla realizzazione dell'album Everything Happens for the Best (Alman Music 2017). Il suo album Edges (2018 Cose Sonore /Alman Music) la vede anche nella veste di produttrice. Dodici canzoni autografe di Americana, mixate da Craig Schumacher al Wavelab Studio di Tucson e con master firmato da Giovanni Versari (Grammy 2016 per miglior rock album ai Muse). Il progetto, che ha riscosso numerosissimi consensi dalla critica di settore, è stato trasmesso su importanti network nazionali, come Radio 3 e Radio Deejay, e internazionali. Il video tratto dal suo singolo Blue Eyes Blue è stato premiato al Biella Festival Music Video. Ha realizzato in co-conduzione, per il secondo canale di Radio Svizzera Italiana, cinque puntate della storica trasmissione di Sergio Albertoni Anime Salve, dedicata alla sua musica e alla sua formazione artistica. Il video del suo brano The Careless Song  realizzato da Simone Pirazzoli e Filippo Baietti, è uscito ufficialmente ad ottobre 2019, ricevendo numerosi apprezzamenti dalla critica di settore. Lo stesso brano è al centro di un’unità didattica dedicata alla musica di Atti nell’innovativo testo universitario Elevate di Ursoleo, Gralton e Lacey Freeman, edito da Pearson (2021).


Puoi trovare libri/letture segnalate da Eloisa Atti disponibili al prestito presso le biblioteche di Bologna, al prestito digitale su EmiLib/MedialibraryOnline e in vendita nelle librerie.