Presentazione di Scuola e insegnanti nella società neoliberale. Mutazioni antropologiche in atto un libro di Fabrizio Capoccetti (Meltemi)
Ernesta Bevar e Maria Chiara La Farina ne parlano con l'autore.
Negli ultimi decenni, i processi di neo-liberalizzazione hanno trasformato in profondità il sistema dell’istruzione, subordinandolo alle logiche di mercato e al mondo dell’impresa. In un simile contesto, la scuola rischia oggi di perdere il proprio legame con la società, e soprattutto la consapevolezza dei rapporti di potere che regolano le dinamiche socio-politiche. È questa stessa razionalità – efficiente, competitiva e aziendalistica – a orientare i decreti legislativi e le linee guida ministeriali, promuovendo già sui banchi di scuola una silenziosa mutazione antropologica: quella del piccolo cittadino in futuro “imprenditore di sé”. Il saggio di Fabrizio Capoccetti ricompone con acume il quadro complessivo, rilevando anche la complicità involontaria del corpo docente, per invitare i lettori a interrogarsi sul ruolo che la scuola pubblica può e deve avere in una democrazia matura.
Fabrizio Capoccetti vive in provincia di Parma e insegna al Liceo scientifico statale “Guglielmo Marconi” di Parma. Già ricercatore presso il Centro Studi Movimenti di Parma, attualmente collabora con la rivista “la fionda”. Ha recentemente curato la voce “competenze” per il volume Lessico del neoliberalismo (2024). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Prigionieri del fuori (a cura di, con M. Adorni, 2018).
Ernesta Bevar insegna Storia e Filosofia in un liceo bolognese, è laureata in Filosofia e Antropologia, delegata sindacale per USB Scuola Bologna e attiva nelle mobilitazioni a difesa della scuola pubblica statale.
Maria Chiara La Farina insegna Italiano e Storia in un istituto professionale della provincia di Bologna, è laureata in Lettere classiche e Antropologia, delegata sindacale per USB Scuola e attiva nelle mobilitazioni a difesa della scuola pubblica statale