Jean Robaey presenta Sabhaparvan (Bohumil edizioni), L’altro volo di mio padre (Bohumil edizioni) e Adiparvan (Bohumil edizioni) in dialogo con Salvatore Jemma e Giuseppe Martoccia.
I libri
Le albe sono il terzo dei quattro pannelli di cui si compone l’epica, il lungo poema che Jean Robaey scrive dal 1979, dopo le sette giornate e le sette notti (de zeven nachten), e prima dei tramonti (ancora in scrittura). Diciotto albe, come i libri in cui si divide il Mahābhārata, e dei quali ciascuna porta il titolo. La prima alba si chiama adiparvan, come Ādiparvan del poema indiano, ovvero “il libro dell’inizio”. La seconda, sabhaparvan, è incentrata sulla presenza del padre dopo la morte, e si completa con il libretto L’altro volo di mio padre. Come scrive in una nota alla prima alba Salvatore Jemma: “Quel che opera in tutto il lavoro di Robaey, oltre alla bellezza della sua poesia, è appunto lo sperdersi in uno spazio che l’autore rende infinito, come infinito diventa il tempo che in quello spazio si vive e si conta di vivere – proprio ciò che la poesia deve formare (che continuamente cerca di formare)”.
L’autore
Nato in Belgio nel 1950, Jean Robaey vive in Italia dal 1969. È autore di libri di critica, traduzione, prosa e poesia. Con Bohumil ha pubblicato, dal 2007, le seguenti opere di poesia: oltre alle raccolte facenti parte de l’epica (le giornate: le sette giornate, un cofanetto di 7 libri, l’epica. il poema morale; le notti: de zeven nachten; le albe: adiparvan,sabhaparvan