«- Certo, Margherita. Abbiamo cacciato via gli zingari e i graffitari, e i teppisti e i ladri senza permesso di soggiorno, e continueremo a farlo. In questa zona sorgerà un centro di studio e addestramento alle nuove tecnologie militari. Camp Pear. E Giacinto è il primo iscritto. Altre domande, signora magistrata?».
(Cap. 23, La sfida)
Come hanno cacciato insetti e piante dal prato, i Del Bene vogliono cacciare zingari e graffitari, esponenti di culture a loro modo di vedere devianti e pericolose. E che invece, naturalmente, esercitano grande fascino su Margherita.
Iniziamo dai primi.
Benni usa sempre la parola «zingaro», senza ulteriori distinzioni e quindi in maniera forse superficiale. Solamente in un caso, e lo vedremo dopo, parla di rom. Per questo motivo adottiamo questa stessa modalità, consapevoli del fatto che in realtà quelli così definiti possono appartenere a culture e gruppi etnici molto diversi.
Abbiamo tentato un esperimento inserendo la parola «zingari» come chiave di ricerca nella nostra biblioteca digitale. Il risultato restituisce 14 documenti, in gran parte bandi di allontanamento di zingari, vagabondi e persone oziose, che recano disturbo alla città, come quello che vediamo qui a sinistra. I Del Bene hanno alle spalle una ben consolidata tradizione.
Ci sono poi due locandine di spettacoli teatrali (ne vediamo una sulla destra). Spesso nel teatro popolare i gruppi di nomadi avevano il compito di rappresentare l’elemento esotico, la stranezza, il brivido del non conosciuto. Anche in questo caso forse le cose non sono cambiate molto, se si pensa a una serie TV come Peaky Blinders.
Bando et provisione Sopra Forastieri, Zingari, Vagabondi, & altri simili. Publicato in Bologna alli 16. di Settembre 1619, 1 manifesto.
Collocazione: Fondo speciale Bandi Merlani, vol. IX/2 222 (antica 387)
Arena della Fenice in via Castiglione, avviso di rappresentazione dell’opera Clotilde duchessa di Salerno difesa e salvata dai zingari, 14 settembre 1826.