Una prefazione di Umberto Eco
Una prefazione di Umberto Eco

Se l’incipit di un romanzo è quasi sempre facilmente identificabile da un punto di vista strettamente letterario, le cose si complicano se pensiamo invece all’incipit di un libro - inteso come oggetto fisico - e alla concreta esperienza di lettura che ne possiamo fare. Spesso infatti il testo vero e proprio del romanzo è preceduto da una serie di oggetti paratestuali che possono influenzare anche profondamente la nostra percezione del testo che ci apprestiamo a leggere. Per rimanere in temi appena trattati: leggere i Peanuts con o senza l’introduzione di Umberto Eco può fare una grande differenza nella nostra comprensione e ricezione del fumetto di Schulz. Ci sono casi in cui introduzioni e prefazioni acquisiscono vera e propria dignità di testi autonomi: recentissimo è questo volume in cui sono pubblicate molte delle prefazioni (non tutte) scritte da Umberto Eco, autore di riferimento del Gruppo di lettura nel 2025.

Fra le molte prefazioni è compresa anche quella che il professore di Alessandria scrisse per il lavoro sugli incipit di cui abbiamo parlato nella scheda precedente. Il titolo è Chi ben comincia (p. 81-83). In questo volume viene pubblicata la versione della prefazione presente su In principio..., l’edizione del 2000 del lavoro di Papi e Presutto, e che verrà riproposta nel 2018, naturalmente inalterata dal momento che nel frattempo Eco era deceduto. Il testo di Eco però era già presente in Era una notte buia e tempestosa... del 1993, ma leggermente diverso. E le differenze sono significative. Nel 2000 Eco elimina il primo paragrafo del testo del 1993, rendendo più difficilmente comprensibile un riferimento a Calvino che si trova poche righe dopo. Viene poi espunto anche l’ultimo paragrafo del testo del 1993, in cui l’autore si augurava un secondo volume del lavoro, dedicato ai finali dei romanzi, agli explicit.  Riassumendo: rivedendo un testo in cui si parla dell’importanza dell’inizio di un romanzo, Eco decide di eliminare proprio l’inizio del testo stesso, anche a costo di rendere più complicata l'interpretazione di un passo successivo. Inoltre cancella il finale di quel testo, in cui si parlava dell’importanza di come un romanzo si conclude. “Conoscendo" Eco, ci sembra un gioco troppo sottile e intrigante per essere casuale...

 

Umberto Eco, L'umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015, a cura di Leo Liberti, Milano, La nave di Teseo, 2026.

Collocazione: 20. Q. 1949