Vediamo un ulteriore spunto da Nomadi per forza. Storia degli zingari di Krzysztof Wiernicki. Se l’ottavo capitolo è dedicato a come gli zingari sono stati rappresentati in opere artistiche composte da autori non zingari, e che quindi li osservano dall’esterno, il nono capitolo si intitola invece Arte zingara (p. 221-275). Viene quindi riconosciuta - in quanto analizzata come elemento importante della loro cultura - la capacità di creazione artistica di queste comunità. Gran parte del capitolo è dedicato alla musica, andando a confermare quello stereotipo di «zingaro [...] geniale musicista» (p. 181) che lo stesso Wiernicki indica fra i più diffusi nelle rappresentazioni artistiche. Darko sembra rientrare in questi stereotipo dal momento che affascina Margherita cantandole «una bellissima serenata rom» (cap. 11, Notturno dopocena).
L’ultimo paragrafo del nono capitolo di Nomadi per forza si occupa di Narrativa e poesia (p. 270-275). La letteratura zingara quindi ha meno visibilità della loro musica, ma negli ultimi decenni è stata riconosciuta e ha guadagnato attenzioni. Il volume di cui qui vediamo la copertina, pubblicato nel 1992 dalla casa editrice Sensibili alle foglie, è il primo che raccoglie «testi di autori zingari abitanti in Italia» (Romane krle, p. 7). È arricchito da numerose fotografie. Ne presentiamo alcune, che testimoniano di nuovo la centralità della musica ma anche l’inevitabilità dello scontro con l’autorità.
Romane krle, Fadil Čizmič .. [et al.], i saggi, i commenti, le schede e le note sono di Silvio Bello ... [et al.], fotografie di Adriano Mordenti stampate da Enrico Mantovani, Roma, Sensibili alle foglie, 1992.