Raffaello Giovagnoli, Spartaco
Raffaello Giovagnoli, Spartaco

Una delle idee che Evangelisti ha più sostenuto è l’importanza della paraletteratura nell’interpretazione della vita sociale. È uno dei concetti che lega fra loro i saggi contenuti in Le strade di Alphaville. Conflitto, immaginario e stili nella paraletteratura.

In Vivere lavorando o morire combattendo questa idea sembra concretizzarsi nella vicenda del giovane Canzio Verardi. Battezzato con il cognome del garibaldino Stefano Canzio, il bambino sembra subito segnato da uno spirito rivoluzionario che effettivamente manterrà fino alla morte. Fondamentale nella sua formazione il romanzo che gli viene donato dal maestro Romeo Mingozzi, anarchico. Si tratta di Spartaco. Racconto storico del secolo VII dell’era romana di Raffaello Giovagnoli, romanzo di grandissimo successo che narra le gesta dello schiavo ribelle. Moltissime edizioni seguirono la prima del 1873 (di cui vediamo il frontespizio del primo volume a sinistra nell’immagine), continuamente ampliate dall’autore e arricchite da illustrazioni (si vedano le immagini successive) non presenti in quella. A destra vediamo la copertina dell’edizione del 1916, ultima riveduta dall’autore, morto l’anno precedente.

Canzio, quando deve entrare temporaneamente in clandestinità, sceglie proprio Spartaco come nome dietro il quale nascondere la propria identità. Spartaco sarà anche il nome del suo primogenito, che - dopo essere comparso saltuariamente come personaggio di contorno del secondo volume della trilogia - sarà protagonista della prima parte di Nella notte ci guidano le stelle. Coerentemente con le sue scelte politiche però il giovane Verardi rinuncerà al nome di Spartaco per utilizzare il suo secondo nome, Tito.

 

Raffaello Giovagnoli, Spartaco. Racconto storico del secolo VII dell’era romana, 2 vol., Roma, Tip. del giornale L'Italie, 1873.

Collocazione: CdF. XX. A. 241

Collocazione: CdF. XX. A. 245

 

Raffaello Giovagnoli, Spartaco. Racconto storico illustrato del secolo VII dell’era romana, Milano, Paolo Carrara, 1916.

Collocazione: SACCENTI Aa. 455