Parlando di distopie in cui il mondo è stato sommerso dalle acque, uno dei riferimenti inevitabili è cinematografico: Waterworld, regia di Kevin Reynolds, esce nelle sale nel 1995. Protagonista è Kevin Costner, fresco del successo di Balla coi lupi. Successo non replicato con questo film, oggetto di molte critiche, che però ci permette di citare questo romanzo tratto dalla sceneggiatura, e di ricordare come Labella, la figlia dei Del Bene, si guadagni una nota di biasimo da Margherita perché prima va a vedere il film poi, se le piace, compra il libro (e probabilmente non lo legge). Con Waterworld la scelta di Labella avrebbe avuto senso, dal momento che l’opera “primaria” è proprio quella cinematografica.
Ricordiamo anche il progetto realizzato negli ultimi anni dal Settore Bibilioteche e Welfare culturale intitolato Era meglio il libro?, che prevede la visione di film tratti da testi letterari, introdotta da un breve dibattito.
Max Allan Collins, Waterworld, basato sulla sceneggiatura di Peter Rader e David Twohy, Milano, Sperling & Kupfer, [1995].