L’esercizio fantastico di Stranalandia ha una lunga e ricca tradizione, che ha origine nelle enciclopedie del mondo antico e nei bestiari della letteratura medievale. Il più celebre esponente di questo strano genere, di cui la modernità pare aver perso traccia, è il Fisiologo, raccolta antologica di animali, più o meno immaginari, riletti in senso allegorico e spirituale.
Quest’opera nasce, con tutta probabilità, nell’Egitto tardoimperiale, e gode di una fortuna ampia e variegata in tutto il Medioevo, con numerose traduzioni, in latino, nelle lingue germaniche e romanze, ma anche in Oriente. La Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio possiede il testo critico, nella recente edizione Adelphi, ma anche il saggio Il Fisiologo di Smirne di Massimo Bernabò, in cui si descrive un manoscritto, molto prezioso e riccamente decorato, andato perduto nel 1919: in questa immagine vediamo come il miniatore immaginava l’unicorno, qui il testo corrispondente.
Massimo Bernabò, Il Fisiologo di Smirne. Le miniature del perduto codice B. 8 della Biblioteca della Scuola evangelica di Smirne, con la collaborazione di Glenn Peers e Rita Tarasconi, Bottai [Impruneta], SISMEL Edizioni del Galluzzo, 1998.