...e bello scrivere
...e bello scrivere

C’è stato chi, a differenza di Ricciardi, si è invece applicato nell’individuare pagine di “bello scrivere” nella prosa e nella poesia italiane. E lo ha fatto per fornire a chi deve scrivere in italiano - in particolare agli studenti - esempi da seguire, in un periodo (la prima metà del XIX secolo) in cui ancora la nostra lingua era considerata di minore valore rispetto a quella latina e veniva quindi spesso utilizzata in maniera poco accorta. Questo spiega Luigi Fornaciari nella lettera che indirizza allo stampatore lucchese Giuseppe Giusti in apertura del suo volume Esempi di bello scrivere in prosa. Successivamente l’autore pubblica il corrispettivo lavoro dedicato alla poesia, che rispetto alla prosa gode comunque di maggior prestigio nelle scuole del Regno.

Il successo del lavoro di Fornaciari è testimoniato dalle numerose edizioni che continuano a uscire nei decenni successivi, molte delle quali sono presenti, anche in più esemplari, nella nostra biblioteca. Quelle che qui presentiamo - pubblicate a Lugano, probabilmente destinate agli studenti italiani del luogo, ulteriore segnale della fortuna dell’opera - sono legate in un unico volume: un vero e proprio manuale completo di “bello scrivere” che probabilmente sia Margherita sia Benni avrebbero volentieri evitato.

 

Esempi di bello scrivere in prosa, scelti e illustrati da Luigi Fornaciari, ed. fatta sulla 6. ed. lucchese con qualche nuova cura del compilatore, Lugano, a spese degli editori, 1852.

Collocazione: 33. C. 278 op. 1

 

Esempi di bello scrivere in poesia, scelti e illustrati dall'avvocato Luigi Fornaciari, nuova ed. riveduta e ricorretta, Lugano, a spese degli editori, 1856.

Collocazione: 33. C. 278 op. 2