Giorgio Scerbanenco, esploratore di generi
Giorgio Scerbanenco, esploratore di generi

Finalmente Giorgio Scerbanenco, padre fondatore del nero italiano ma soprattutto grande sperimentatore di tutti i generi paraletterari. A sinistra la copertina della prima, storica edizione di Venere Privata (1966), che apre il ciclo di Duca Lamberti e offre a tutti gli scrittori italiani - ma ci vorrà del tempo prima che questo porti frutto - la certezza che il noir può essere credibile anche ambientato in Italia con protagonisti italiani. Nel 2007 molti degli autori di noir, sotto la regia di Gian Franco Orsi, “pagheranno” il loro debito a Duca Lamberti facendolo “resuscitare” in un’antologia di racconti che lo vede di nuovo protagonista, dal significativo titolo Il ritorno del Duca

Ma tra il 1940 e il 1942 Scerbanenco aveva pubblicato cinque romanzi ascrivibili al “giallo classico” con protagonista Jelling, archivista della polizia di Boston, mentre nel corso della sua carriera di “artigiano della scrittura” aveva frequentato anche la fantascienza, lo spionaggio e le storie di avventura, come dimostra la variegata raccolta di sue opere Storie dal futuro e dal passato.

Non basta: più che nota e di grande successo la produzione di Scerbanenco nel campo del romanzo rosa, che vogliamo citare visto che è stato finora trascurato, sia da noi che da Evangelisti. L’Archiginnasio possiede la prima edizione, datata 1955, di questo Mio adorato nessuno, arrivato dalla Biblioteca Comunale Popolare in condizioni “fisiche” non certo eccellenti (ma proprio questo ne testimonia l’uso assiduo da parte dei lettori). Possiamo presentare solamente il frontespizio - che reca appunto tutti i segni della “vita” del volume all’interno della Biblioteca Popolare - perché la sovraccoperta è andata perduta. È facile però recuperarla in rete per vedere come l’illustrazione testimoni palesemente l’appartenenza al genere.

 

Giorgio Scerbanenco, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966.

Collocazione: GORETTI A. 90

 

Giorgio Scerbanenco, Mio adorato nessuno, Milano, Rizzoli, 1955.

Collocazione: 34. B. 1713