I meravigliosi animali di Stranalandia è un libro per ragazzi? La domanda, lo sappiamo, è oziosa. Un bel libro può essere letto e apprezzato da lettrici e lettori di ogni età. Una biblioteca però è costretta a porsi il dilemma perché nel momento in cui deve creare la notizia in catalogo relativa a quel libro può decidere se etichettarla o meno con il tag “Letteratura per ragazzi”. E, ancora più, una biblioteca (ma anche una libreria) deve decidere dove collocare quel libro e quindi a quale pubblico farlo conoscere in maniera privilegiata e più immediata. Per fortuna non dobbiamo dare qui una risposta definitiva. Possiamo cavarcela dicendo che il libro dimostra che l’immaginazione di Benni mantiene un legame indissolubile con il mondo dell’infanzia, come dimostrato in molti suoi romanzi che mettono in scena personaggi molto giovani o che pur avanti nell’età - come gli scienziati Kunbertus e Lupus - dimostrano di avere mantenuto un forte legame con la capacità fantastica propria dei bambini (sul tema si veda l’articolo di Lisa Bentini citato nella scheda precedente, in particolare il paragrafo Signori Bambini, p. 88-91).
L’oziosa domanda di partenza scaturisce però da un dato. Nel 2006, 22 anni dopo la pubblicazione di Stranalandia, Benni ne realizzò una versione esplicitamente e principalmente indirizzata a un pubblico di età infantile. Illustrata, questa volta, non da Pirro Cuniberti ma da Altan.
Si tratta di Mondo Babonzo. Museo delle creature immaginarie, di cui vediamo la copertina a fianco. Il legame con il libro del 1984 è subito denunciato dal titolo: il babonzo (Babonzus beota) infatti è uno degli animali incontrati da Kunbertus e Lupus sull’isola e ha un naso molto simile a quello del bizzarro essere rappresentato nella parte superiore di questa copertina. Questo nuovo libro ha anche una cornice simile a Stranalandia. In questo caso però i nomi degli scienziati sono Lupoff e Altanski, ai quali si aggiunge un terzo personaggio, Rossoperotto, dietro il quale si nasconde il terzo autore del libro, lo scultore e scenografo Pietro Perotti. La grande novità infatti è che gli animali non sono solo descritti con le parole e mostrati nei disegni, ma trovarono anche concreta realizzazione in una serie di sculture che danno vita a un reale Museo delle Creature Immaginarie (MUCI) che i bambini potevano visitare.
Il libro infatti sosteneva un’iniziativa di beneficienza di AMREF, associazione che ancora oggi si occupa di fornire aiuti alle popolazioni africane. Il libro si conclude con il testo L’Africa che immaginiamo di Giulio Cederna e Martina Vitale Ney (p. 163-184) in cui si descrivono gli interventi di AMREF e la vita delle popolazioni aiutate.
Altan, Stefano Benni, Piero Perotti, Mondo Babonzo. Museo delle creature immaginarie. Catalogo, Roma, Gallucci, 2006.