Almanacco della fantarcheologia (2022)
Almanacco della fantarcheologia (2022)

Più che collegare i contenuti alla dimensione temporale propria della definizione da vocabolario, il termine Almanacco nel titolo va inteso nell'accezione popolare che lo identifica come una raccolta di materiali di diverso tipo, ma anche come prodotto dell’Almanaccare, ovvero «fantasticare o cercare di indovinare con sforzo» (Vocabolario Treccani). L’oggetto è la fantarcheologia e le teorie da cui è composta come quella degli Antichi Astronauti o del Paleocontatto. La pseudo-scienza comprende anche le affascinanti storie della città di Atlantide e del continente scomparso di Mu o, per le nostre latitudini, del monte Musiné e di tutti quei posti, libri o manufatti che hanno generato misteri e leggende.

Uscito a cento anni dalla nascita, il libro contiene un tentativo prezioso di pubblicare per la prima volta un accenno di biografia di Pier Domenico Colosimo (Modena, 15 dicembre 1922 – Milano, 23 marzo 1984), in arte Peter Kolosimo, prolifico e pluritradotto autore italiano esponente della fantarcheologia. Se ne occupano, con serietà accademica, il prof. Marco Ciardi, Roberto Labanti (dell’International Society for Contemporary Legend Research, ISCLR e dell’Associazione Italiana di Storia Orale, AISO) e Edoardo Russo per la parte torinese.

In definitiva il libro tenta di descrivere il periodo degli anni Settanta in cui l’ufologia e le materie affini intrattennero e fecero discutere larga parte della popolazione italiana, indaga i contorni di questa passione, i suoi contenuti e le sue motivazioni. Quando Stefano Benni, qualche anno più tardi, scrive il racconto Il marziano innamorato, parla anche a quella parte dell’Italia.

 

Almanacco della fantarcheologia. Antichi astronauti, continenti scomparsi e futuri passati, a cura di Fabio Camilletti, Bologna, Odoya, 2022.

Collocazione: 20. S. 290