Tra il 1932 e l’anno successivo, Odoardo Baroni compone i suoi Zèint Sonett Bulgnès quasi tutt alligher, che resteranno inediti fino al 1992, quando Luigi Lepri e Vittorio Pallotti pubblicheranno il manoscritto originale con una breve, ma come sempre incisiva, prefazione di Stefano Benni.
Poeta, motteggiatore e commerciante di canapa della prima metà del Novecento, Baroni raccoglie nei suoi versi uno sguardo sempre divertito, talvolta attonito, talvolta sornione, talvolta più sinceramente umoristico, sull’Italia che cambia, dalle piccolezze della vita di famiglia, del mondo contadino, a commenti su fatti del giorno, a storielle quasi surreali.
Ma per Benni l’introduzione diventa l’occasione per interrogarsi sulle possibilità linguistiche e soprattutto politiche del dialetto, in opposizione allo strapotere dei mass media, al «raccontatore centrale, la televisione, con la sua pretesa superinformazione e il suo dialetto monotono, impreciso, disattento» (p. 6).
Odoardo Baroni, Zèint Sonett Bulgnès quasi tutt alligher, trascrizione dialettale e testo a fronte di Luigi Lepri, prefazione di Stefano Benni, introduzione di Vittorio Pallotti, Bologna, [Tamari], 1992.
Collocazione: 20. K. 1865