Tra le note e le introduzioni più strane e peculiari composte da Stefano Benni e conservate nella Biblioteca dell’Archiginnasio si può nominare quella che apre Rombi e Milonghe – un’antologia di poesie e canzoni firmate da David Riondino.
La vulcanica creatività di questo artista e il grande numero di arti a cui è applicata, immagina Benni, non può che nascondere una lunga serie di pseudonimi. Compaiono così un’intera famiglia di D. Riondino (David, Danilo, Davidino, Dino, Doriano): «versatili, generosi e ispirati fino all’incoscienza e allo spreco, in tempi di artisti calcolatori che amministrano tutta la vita un tozzo di tormentone e due battutine riciclate», come si legge a p. 7.
Alla schiera delle arti in cui questi immaginari fratelli eccellono, manca però la prosa. Ma si rimedia. L’introduzione è firmata da:
«Damiano Riondino (giornalista, scrittore, autore teatrale che spesso scrive con lo pseudonimo di Stefano Benni)» (p. 8).
Allo stesso modo, a più di trent’anni da questo libro, potremmo immaginarci un’intera famiglia di S. Benni: uno – il più famoso – romanziere, uno giornalista, uno poeta, uno accanito lettore e scrittore di prefazioni…
David Riondino, Rombi e Milonghe, introduzione di Stefano Benni, Milano, Feltrinelli, 1993.
Collocazione: 35. A. 10600