Benni e le prefazioni: la strage di Bologna
Benni e le prefazioni: la strage di Bologna

L’attentato fascista del 2 agosto 1980 ha lasciato un’impronta profonda su Bologna e sui suoi abitanti. I silenzi rumorosissimi, i depistaggi, gli intralci alle indagini sulla strage hanno segnato a lungo l’opinione pubblica che chiedeva giustizia.
Trent’anni dopo, Giovanni Egidio, caporedattore di «Repubblica Bologna», chiede a lettori e testimoni di raccontare, ancora una volta, per non dimenticare, le impressioni di quel giorno. Ad aprire questa raccolta, varia, eterogenea ma sempre egualmente straziante, il ricordo di un bolognese d’eccezione: Stefano Benni. Che scrive:
 
«Quello che mi è facile invece, è ricordare chi ha ancora speranza. Pensare a quelli che scavano, che scavano ancora. […] Quelli che vogliono la verità. So che sono ancora tanti, anche a Bologna. Forse non sono più rappresentati, forse la loro speranza è stata ferita e irrisa, forse qualche volta pensano: perché scavare quando tutto crolla? Ma io so che queste persone ci saranno sempre, e mi conforta. […] Anche io, nel mio piccolo sforzo, scavo ancora, anche se dovrei e vorrei farlo di più. E scavando ho ritrovato il ricordo di quegli anni e posso dirlo forte: non dimentico e non voglio dirlo solo il due agosto» (p. 11-12).

 

Io non dimentico. La città e la memoria del 2 agosto nei racconti di Repubblica, [S.l.], laFeltrinelli, Repubblica, [2010].
Collocazione: 20. G. 5923