La traccia dell’angelo
La traccia dell’angelo

Come anticipato nell’introduzione alla gallery, vogliamo dedicare questa parte finale a una serie di scritti che Benni ha disseminato in riviste, pubblicazioni altrui, testi di non facile reperibilità.

Solo questa prima scheda è dedicata a un romanzo un po’ particolare, un romanzo diverso da quelli a cui questo Gruppo di lettura ci ha abituato – forse non è un caso che sia l’unico ad essere pubblicato per Sellerio editore – più cupo, dolente, intimo, una storia dietro la quale «s’intuisce», come scrive Goffredo Fofi in una recensione pubblicata su «Internazionale» del 22 settembre 2011, «qualcosa che riguarda l’autore da vicino, così come riguarda milioni di persone».
La traccia dell’angelo si regge in bilico tra tante tensioni diverse. La biografia del protagonista, lo scrittore “Morfeo”, vittima da bambino di un incidente domestico e di un’errata diagnosi di epilessia, che lo condannerà ad una vita di dipendenza da medicinali. I suoi amori tormentati e l’affetto, a tratti disperato, verso l’unico figlio. La denuncia agrodolce, mai apertamente comica ma sempre graffiante, sempre veramente ‘benniana’, dell’industria farmaceutica – non dobbiamo dimenticarci che Benni ha collaborato con Medici Senza Frontiere, associazione per la quale ha anche scritto un racconto, nella raccolta Mondi al limite, di cui parleremo a breve.
Ma soprattutto, sullo sfondo fin dal titolo, la coloratissima lotta metafisica tra Dio e gli angeli ribelli che Morfeo incontrerà durante la sua vita: i custodi di quella «goccia in più» (p. 82) di bene che fa la differenza, nel delicato equilibrio della Storia, e per la quale vale la pena guarire. E combattere.

 

Stefano Benni, La traccia dell’angelo, Palermo, Sellerio, 2011.
Collocazione: 20. F. 5308