Presentazione di La rosa di Gaza (Les Flâneurs Edizioni) e Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza (Edizioni Q).
Aldo Nicosia e Sana Darghmouni in dialogo.
In collaborazione con Biblioteca Amilcar Cabral nell'ambito del Patto per la lettura di Bologna.
La rosa di Gaza raccoglie le voci di dieci scrittrici palestinesi che, attraverso poesia e prose poetiche, testimoniano una vita sospesa sotto assedio. Studentesse, professioniste, madri: esistenze cresciute nell’occupazione e stravolte dalla violenza, dalla perdita, dallo sradicamento. Nei loro testi, Gaza è insieme luogo reale e spazio interiore, teatro di distruzione ma anche di resistenza.
La poesia diventa gesto necessario: rifugio, atto di sopravvivenza, strumento per lasciare traccia contro il silenzio e l’oblio. Accanto alla morte e al trauma emergono anche amore, desiderio, memoria, una ostinata tensione verso il futuro.
Le autrici: Nima Hasan, Ruba al-Sharif, Shuruq Dughmush, Dunya al-Amal Ismail, Samar al-Ghussein, Marah al-Khatib, Du’a Said, Raghad al-Naami, Nahar Hussein, Fedaa Zeyad.
Edizione con testo a fronte in arabo a cura di Sana Darghmouni e Simone Sibilio.
Il 20% del ricavato di ogni copia venduta sarà devoluto a Medici senza Frontiere per Gaza.
Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza
Il volume raccoglie 222 testi di numerosissimi autori di Gaza, scrittori, poeti, giornalisti o semplici cittadini.
Il sottotitolo dell’originale sottolinea che si tratta di testimonianze min dakhil Ghazza (“dall’interno di Gaza”), cioè scritte da palestinesi che vivono nella Striscia.
Diffuse perlopiù dai social network, sono riportate in ordine cronologico, coprendo un periodo che va dall’ottobre del 2023 fino al settembre 2024.
Mutuando un’espressione tipica del linguaggio militare, esse sono state composte a “distanza zero” dal teatro degli eventi che li vedono coinvolti, non da semplici spettatori, ma da attori, testimoni oculari, auricolari e con tutti gli altri sensi, sensazioni ed emozioni.
Il volume raccoglie 222 testi di numerosissimi autori di Gaza, scrittori, poeti, giornalisti o semplici cittadini.
Il sottotitolo dell’originale sottolinea che si tratta di testimonianze min dakhil Ghazza (“dall’interno di Gaza”), cioè scritte da palestinesi che vivono nella Striscia.
Diffuse perlopiù dai social network, sono riportate in ordine cronologico, coprendo un periodo che va dall’ottobre del 2023 fino al settembre 2024.
Mutuando un’espressione tipica del linguaggio militare, esse sono state composte a “distanza zero” dal teatro degli eventi che li vedono coinvolti, non da semplici spettatori, ma da attori, testimoni oculari, auricolari e con tutti gli altri sensi, sensazioni ed emozioni.