Incontro con Hajar Azell in occasione della presentazione di Il senso della fuga (Marcos y Marcos) in dialogo con Ilaria D’Onghia.
IL LIBRO
Alice intraprende giovanissima la carriera di giornalista. Raccoglie testimonianze, scrive e vende storie. Storie che arrivano dritte dalla prima linea della primavera araba: a Beirut comprende quanto conoscere l’arabo la avvicini alle persone e alla realtà quotidiana; al Cairo, mentre Mubarak vacilla e le proteste incendiano piazza Tahrir, conosce Bassem, un altro giornalista, con cui inizia una relazione resa complicata dagli eventi in corso. Spinta dal bisogno di essere sempre al centro dei fatti, quando la redazione di Parigi le propone un incarico in Siria, accetta subito. Ma ad Aleppo una tragedia improvvisa, di cui si sente responsabile, la sprofonda in una depressione nera. Per risollevarsi dovrà confrontarsi con le proprie fughe, le proprie radici e con la storia del padre, editore di poesia algerino, morto quando lei aveva quindici anni. Il senso della fuga ripercorre un periodo centrale della storia recente ponendo al centro l'equilibrio tra ambizione, ideali e passione politica.