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Gruppo di lettura

GdL online sulla letteratura israeliana contemporanea

Contatti online, Bologna amicabr@comune.bologna.it Sito web

Un gruppo dedicato a scrittori e scrittrici contemporanei.

Il gruppo è coordinato da Anna Grattarola. La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutt*.

Prossimo incontro online: giovedì 26 febbraio 2026 h 17 online, per parlare insieme del libro LETTERE A CAMONDO di Edmund de Waal.

Per partecipare scrivere a ufficiostampa@museoebraicobo.it confermando il proprio interesse. Successivamente riceverete una mail di invito con le istruzioni per prender parte all’incontro. 


Iniziativa promossa in collaborazione tra Museo Ebraico di Bologna,  Biblioteca Amilcar Cabral e Sinistra per Israele. Due popoli, due Stati
Il gruppo di lettura ha cominciato le sue attività il 23 marzo del 2017 su proposta di Sinistra per Israele e dell’Istituto Parri di Bologna. 

Per info: Museo Ebraico di Bologna 
051 6569003 | info@museoebraicobo.it

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Lettere a Camondo di Edmund De Waal
copertina di Lettere a Camondo
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Abstract
Conosciuti come «i Rothschild dell'Est», i Camondo, ebrei di origine italiana ma provenienti da Istanbul, abitavano a Parigi in rue de Monceau, a pochi portoni di distanza dagli Ephrussi, la famiglia di Edmund de Waal, indimenticabile protagonista di "Un'eredità di avorio e ambra". Come gli Ephrussi, anche i Camondo erano esponenti dell'alta società della Belle Époque parigina che da stimati collezionisti e filantropi divennero bersagli dell'antisemitismo. Grande amante della bellezza artistica, Moïse de Camondo volle creare la più grande collezione d'arte francese del Settecento con l'intento di lasciarla al figlio Nissim. Ma Nissim perderà la vita giovanissimo durante la Prima guerra mondiale, e Moïse destinerà alla sua stessa morte, nel 1935, sia la casa sia la collezione allo Stato francese. Da allora, il Musée Nissim de Camondo è rimasto Inalterato. Nel 2018 Edmund de Waal, che all'attività di ceramista e scrittore accosta da anni quella di curatore di mostre e installazioni, viene invitato dal museo a lavorare sugli archivi della famiglia - primo artista contemporaneo a ricevere tale privilegio. De Waal sente subito una perfetta sintonia e affinità con la sensibilità di Moïse, e gli scrive cinquantotto lettere che offrono spunti di riflessioni personali sul valore della memoria e della famiglia, sulla malinconia, sulle nature morte, sul passare del tempo. In queste sue lettere, de Waal ci consegna una meditazione su che cosa significhi ricostruire una storia familiare, su quali siano gli oggetti, quali i pezzi di un innumerevole archivio che scegliamo di volta in volta per lasciare memoria di noi. "Lettere a Camondo" è dunque il libro di un artista interessato e sensibile alla materialità delle cose, ma anche di uno scrittore discreto, quasi defilato dalla narrazione, che lascia che a parlarci siano le persone che non ci sono più e i loro oggetti, riportati in vita nella forma più intima di scrittura, quella epistolare.
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