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La Confraternita dei lettori

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Libreria Confraternita dell'uva. Via Belmeloro 1/E, 40124 Bologna

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La Confraternita dei lettori si riunisce presso la libreria La confraternita dell'uva e ogni mese si cimenta nella lettura e approfondimento di un editore indipendente.

 

Sei un lettore/lettrice appassionat*? Quando finisci un libro che hai amato ne parli per giorni e giorni diventando l’incubo dei tuoi amici? We want you! La partecipazione è libera e aperta a tutt*.

  • giovedì 22 settembre h 18:30 per parlare del libro La restauratrice di libri di Katerina Poladjan e il racconto de genocidio armeno.

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La restauratrice di libri

di Katerina Poladjan

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Altri libri letti
  • Casa fatta di alba di N. Scott Momaday
  • Ultimo giro al Guapa di Saleem Haddad
  • Notti invisibili, giorni sconosciuti di Bae Suah
  • Quando un uomo cade dal cielo di Lesley Nneka Aarima
  • L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel
  • Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo
  • La parte del fuoco di Marco Rovelli
  • Stato di emergenza. Viaggi in un mondo inquieto di Navid Kermani
  • L’unica persona nera nella stanza di Nadeesha Uyangoda
  • Sprinters Lola Larra di Lola Larra
  • Il mondo invisibile di Liz Moore
  • Cronorifugio di Georgi Gospodinov
  • Le cattive di Camila Sosa Villada
  • Il piccolo di papà. Storia di un’infanzia nell’Irlanda del Bloody Sunday di Tony Doherty
  • L’idioma di Casilda Moreira di Adrian N. Bravi
  • Heimat di Nora Krug
  • Ovunque sulla terra gli uomini di Marco Marrucci
  • Nato per non correre di Salvo Anzaldi
  • Ho paura Torero di Lemebel, Pedro
  • Come un uccello in volo di Fariba Vafi
  • Nato per non correre di Salvo Anzaldi
  • Mezza luce mezzo buio quasi adulti di Carlo Bertocchi
  • Ognuno sulla terra gli uomini di Marco Marrucci
  • Heimat di Nora Krug
  • Il giusto peso di Kiese Laymon
  • Le nuvole di Juan Josè Saer,
  • La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace,
  • Tutto è jazz di Lili Grun,
  • Un'altra cena di Simone Lisi
  • Là dove finisce la terra di Desiree e Alain Frappier,
  • Louis Lambart di Honorè de Balzac
  • Il Professore di Charlotte Bronte,
  • Diario di un uomo superfluo di Ivan Tugeniev,
  • La commedia umana di William Saroyan
  • Il Master di Ballantrae di Robert Louis Stevenson
  • Una fra tante di Emilia Ferretti Viola,
  • Famiglie ombra di Mia Alvar
  • Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian
  • Culo nero di A. Igoni Barrett,
  • La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead,
  • Io e Henry di Giuliano Pesce
  • Lions di Bonnie Nazdam
  • Umami di Leila Jufresa
  • L'ultima corvé di Darryl Ponicsan
  • Problems. Stupefacenti complicazioni di Jade Sharma
  • Namamiko. L'inganno delle sciamane di Fumiko Enchi
  • LOT di Bryan Washington
  • La stasi dietro il lavello di Claudia Rusch
Abstract

Helene, una giovane restauratrice di libri tedesca, atterra a Erevan per restaurare antichi manoscritti e imparare le tecniche della legatoria armena. Le viene affidato un evangeliario del Diciottesimo secolo, passato di mano in mano fino ad arrivare, nel 1915, a una famiglia sulla costa del Mar Nero. Gli ultimi proprietari sono stati Anahid e Hrant, e quel libro è l’unica cosa che rimane ai due fratelli in fuga dal genocidio armeno. Helene, un secolo dopo, lavora minuziosamente al complicato restauro con bisturi, ago e filo; il processo è completato da procedimenti quasi alchemici di estrazione del colore. Sul bordo di una pagina trova una scritta scarabocchiata: Hrant non vuole svegliarsi. Incuriosita, approfondisce gli enigmi del vecchio libro nell’Armenia di oggi, ritrovandosi immersa ed emotivamente coinvolta in una storia di esilio, perdita e dolore, che si ripercuote tuttora, generazioni più tardi. Così decide di partire per un viaggio verso la costa del Mar Nero, fino all’altra parte dell’Ararat, per arrivare in fondo alla realtà. Un romanzo intelligente, istruttivo e toccante, con due finali, uno tragico e uno positivo, divisi equamente tra realtà e finzione. Katerina Poladjan riflette sull’enorme tragedia del genocidio armeno con un linguaggio poetico e spigoloso, ricordando come ogni libro sia una “patria portatile”, qualcosa da proteggere e difendere.