Marco Incardona presenta Il fantasma iberico (Puntoacapo) in dialogo con il poeta Jonathan Rizzo.
Segue reading di Jonathan Rizzo da Pornopoesie (Ensemble)
IL FANTASMA IBERICO
Incardona non ha «assottigliato le parole», non si è «lasciato portare alle strette: fino all’implacabilità» come frate Paul (Celan), né ha circoscritto il vuoto da poche piccole pietre co me frate Jorge (Oteiza): la sua voce scappa dal silenzio con una fluenza che ha dell’infrareale, e dall’intrareale guizza e trascina scorie dagli strati inferi, dall’humus – oppure dall’aria: uomini o cavalli o angeli: parla, come frate Pier Paolo (Pasolini) dal buio delle viscere, recidendo ogni pensiero «coma na saeta di sinisa».
(Dalla Prefazione di Miguel Ángel Cuevas)
Marco Incardona è nato nel 1978 a Vittoria (RG) da padre siciliano e madre campana, dopo la maturità classica a Pontedera, si laurea in Storia all’Università di Firenze nel 2003 con una tesi sulla storia messicana. Dal 2018 è curatore della collana Affluenti con Edoardo Olmi, per Ensemble, con cui pubblica le raccolte Nulla caduco (2017), Materiale infetto (2022) e il romanzo Qualcosa era successo a Sant'Ambrogio (2019).
Nel 2022 pubblica Ad un certo punto dell'Arno, la sua prima raccolta di racconti, ambientati a Castelfranco di Sotto (puntoacapo Editrice).
PORNOPOESIE
Jonathan Rizzo (Fiesole, Firenze, 1981) di origini elbane, cresce e studia a Firenze fino alla Laurea magistrale in Scienze storiche. Da lì si trasferisce a Parigi per scrivere il suo primo libro, L’illusione parigina (2016). Poeta e narratore, autore prolifico, con Ensemble ha pubblicato le raccolte poetiche: La giovinezza e altre rose sfiorite (2018), Le scarpe del Flâneur (2020) e I blues (2023).