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Reading group

Dal romanzo al museo

Gruppo di lettura con visite a musei, mostre, luoghi di Bologna

Ancora immersi nelle atmosfere del romanzo, si visitano musei e mostre che evocano le pagine lette e discusse nell’incontro in biblioteca.

Cicli di tre letture seguite da visite a musei, mostre e luoghi di Bologna.

 

Decimo ciclo di letture

    - giovedì 25 settembre 2025, ore 10:00: visita guidata al Museo del Patrimonio Industriale, via della Beverara 123.

    - giovedì 30 ottobre 2025, ore 15:30: visita alla mostra Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, Galleria del Modernissimo, piazza re Enzo 3.

  • martedì 25 novembre 2025, ore 17:30: Mario Soldati, L’attore, 1. ed. Mondadori 1970.

    - giovedì 27 novembre 2025, ore 15:30: visita alla Casa di riposo per artisti Lyda Borelli, via Saragozza 236.

 

Undicesimo ciclo di letture

    - giovedì 22 gennaio 2026, ore 15:30: visita alla mostra Michelangelo e Bologna, Palazzo Fava, via Manzoni 2.

  • martedì 24 febbraio 2026, ore 17:30: Adur Ava Olafsdottir, La vita degli animali, 1. ed. Einaudi 2021, traduzione di Stefano Rosatti.

    - giovedì 26 febbraio 2026, ore 15:30: visita al Museo di Ostetricia di Palazzo Poggi, via Zamboni 33.

    - giovedì 26 marzo 2025, ore 15:30: visita all’Accademia Filarmonica di Bologna, via Guerrazzi 13.

 

La partecipazione al gruppo di lettura è libera, gratuita e aperta a chiunque voglia aderire.

 

Info e iscrizioni

0512194301 | bibliotecascandellara@comune.bologna.it

Reading
La vita degli animali par Auđur A. Ólafsdóttir
couverture de La vita degli animali
Where can I find this book in Bologna?
Abstract
I giorni che precedono il Natale sono tra i più freddi dell'inverno islandese. E questa volta bisogna tenersi pronti a una tempesta eccezionale prevista per la notte della Vigilia. Dýja se lo sente ripetere dalla sorella meteorologa, preoccupata per i fenomeni climatici estremi cosíì come per l'organizzazione della tradizionale cena festiva. Evento al quale Dýja non parteciperà perché, come al solito, è di turno. Ma a lei non dispiace: più che un lavoro, il mestiere di ostetrica è una passione profonda. Quasi innata, giacché scorre nel sangue della famiglia da almeno quattro generazioni. Eppure Dýja da ragazza non sognava di seguire gravidanze e parti. Determinante per la sua decisione di lasciare gli studi di teologia è stata l'influenza della sorella di sua nonna, la zia Fífa. Dýja ha sempre amato e ammirato quest'anziana ostetrica dalle idee un po' eccentriche sul mondo e sulla vita, che ha esercitato per quasi mezzo secolo nel reparto maternità dell'ospedale di Reykjavík, lo stesso in cui lavora adesso Dýja. Qui Fífa, scomparsa da alcuni anni, è considerata un'istituzione, passata alla storia per i completini confezionati a maglia per ogni neonato, le deliziose torte allo sherry, le frasi enigmatiche sussurrate tra le culle. Da qualche tempo Dýja occupa l'appartamento che ha ricevuto in eredità da Fífa. Nonostante l'arredamento antiquato e l'impianto elettrico capriccioso, Dýja esita a rinnovare la casa, come se non volesse alterare la patina dei ricordi. Un giorno, in fondo a un vecchio armadio, ha ritrovato uno scatolone pieno di fogli dattiloscritti. La vita degli animali, La verità sulla luce, La casualità: sono le tre sezioni dell'opera, in apparenza incompiuta, che Fífa ha redatto con il suo tipico stile stravagante, scrivendo di nascita e morte, luce e tenebre, rapporti tra tutte le specie viventi. Più Dýja procede in questa lettura complicata, più le parole che Fífa le ha rivolto prima di morire si fanno chiare e il destino splende di un nuovo significato. Perché ogni tempesta arriva, e passa. E cede il posto nel cielo al fulgore di un'aurora boreale.
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