Il manoscritto quattrocentesco A. 2848, protagonista della mostra Papi e Sibille a cui si accennava in precedenza, è stato falsamente attribuito a Gioacchino da Fiore. Il suo nome accresceva il valore profetico del testo, in quanto era considerato la massima auctoritas nel campo. Il duraturo successo di questo testo è testimoniato non solo dalle numerose edizioni a stampa che vennero pubblicate - come per esempio quella del 1589 (integralmente consultabile online)in cui i vaticini sono presentati sia nell’originale latino che in traduzione italiana - ma anche dal fatto che la sua struttura venne ripresa da altre opere che ne continuavano e ne aggiornavano i contenuti, spingendo sempre più in avanti negli anni lo sguardo profetico.
È il caso dei Vaticinia seu prædictiones illustrium virorum, che si trova legato in un unico volume con l’opera sopra citata e da cui è tratta la rota che vediamo nell’immagine, in cui per ogni papa viene espresso un vaticinio. Il volume, come specifica il titolo, contiene sei rote simili a questa. Ognuna delle prime tre amplia il periodo sul quale vengono espresse le profezie. Sotto ognuna delle tre rote una mano ignota ha scritto gli anni interessati dalla singola immagine.
Anche questo testo venne falsamente attribuito a Gioacchino da Fiore ed è integralmente consultabile online.
Vaticinia seu prædictiones illustrium virorum. Sex Rotis ære incisis comprehensa de successione summum Pontificum Romanor. Cum declarationibus, & annotat. Hieronymi Ioannini, omnibus loco suo fideliter restitutis in hac secunda editione. Vaticini ouero predittioni d'huomini illustri comprese in sei ruote intagliate in rame della successione dei sommi pont. rom. con le dichiarationi, & annotat. di Girolamo Giouannini, essendo stato restituito il tutto nel suo luogo in questa seconda editione, In Venetia, appresso Gio. Battista Bertoni libraro al Pellegrin, 1605.
Collocazione: 32. B. 116 op. 2