Il Palazzo dell’Archiginnasio è stato molte cose: spazio universitario, asilo, rifugio antiaereo (come abbiamo visto altrove nella scheda precedente). Non è mai stato un orfanotrofio – men che meno, gotico e terribile come quello da cui fuggono i Celestini all’inizio del nostro romanzo - ma naturalmente conserva documenti legati alla cura e al sostegno dei bambini abbandonati o indigenti.
A Bologna era presente, fin dalla fine del Medioevo, un’istituzione che si occupava in particolare degli orfani, i cosiddetti “esposti”: si tratta dell’ospedale di San Pietro e Procolo, che aveva sede nella chiesa omonima, in via d’Azeglio 52.
Lo statuto più antico della Compagnia di San Procolo, datato 1329 sopravvive soltanto in una trascrizione settecentesca, edita in appendice ad uno studio di Mario Fanti, San Procolo. Una parrocchia di Bologna dal Medioevo all'eta contemporanea. La Biblioteca dell’Archiginnasio però conserva, nel fondo Ospedali – un complesso archivistico costituito da fondi di diversi Ospedali e Confraternite bolognesi, quali ad esempio Santa Maria della Vita e Santa Maria della Morte – uno statuto datato 1570. Ne riproduciamo il recto della prima carta.
[Statuto dell’Ospedale dei SS. Pietro e Procolo detto degli Esposti o dei Bastardini], 1570
Collocazione: Fondo speciale Ospedali, ms. 81