La strabordante fantasia di Benni e delle sue creazioni animali e umane fa pensare ad un altro geniale bolognese, vissuto appena qualche secolo fa: Giulio Cesare Croce.
Questi, unanimemente considerato uno dei più importanti autori della letteratura popolare bolognese, vissuto tra il 1550 circa e il 1638, è soprattutto noto come l’autore del Bertoldo e del Bertoldino, ma gli sono attribuite oltre 450 opere – fra dialoghi umoristici, canzonette, pronostici astrologici, parodie letterarie e altro ancora – che recitava pubblicamente.
La Biblioteca dell’Archiginnasio, oltre naturalmente a testimoniare un grande numero di saggi – tra cui quelli, sempre molto acuti, di Piero Camporesi (Il palazzo e il cantimbanco e La maschera di Bertoldo) e la lucida monografia di un giovane Olindo Guerrini – ha partecipato a un importante lavoro di digitalizzazione e valorizzazione della figura di Croce e delle sue opere.
Molte di esse trattano, in maniere diverse, degli animali. A partire dagli indovinelli in ottave e in forma di sonetto, come, ad esempio, quello in cui leggiamo: «Né mai mi parto dalla mia magione / e pur sovente vo pel mondo errando / e sì mi piace la mia habitatione / Ch’ovunque vado, il letto vo portando», la cui soluzione è: la lumaca. Oppure, possiamo ricordare Il Parlamento degli Animali, in cui tutta la natura cerca di convincere, invano, il Croce a lasciar perdere la poesia, fonte di fatica e miseria.
In questa immagine è riprodotto il frontespizio de La Topeide, un “capriccio curioso” tutto a tema animalesco, che si conclude con le felici nozze di un topo e di una fringuella, e la nascita della cavalletta qui stampata.
Giulio Cesare Croce, La Topeide, abbattimento amoroso d'animali terrestri, & aerei, con le nozze della Rana, e del Passerino, & il nascimento della Caualetta, e del Grilo. Capricio curioso, In Bologna, per gli eredi del Cochi, 1636.
Collocazione: 17-SC.LETT ... Kc 02, 020
Il ritratto di Giulio Cesare Croce è tratto da Bertoldo con Bertoldino e Cacasenno in ottava rima con argomenti, allegorie, annotazioni, e figure in rame.