Per approfondire il discorso sullo spazio pubblico, in particolare quello urbano, dobbiamo capire come i Celestini vivono la città. Caratteristiche fondamentali dell’infanzia in Benni sono la capacità immaginativa e la «costante volontà a non uniformarsi», come afferma Lisa Bentini nel saggio Stefano Benni o lo scrittore disobbediente (in Atlante dei movimenti culturali dell'Emilia-Romagna, 1968-2007. Vol. 2: Narrativa, p. 79-91: 90). I bambini sono quindi disobbedienti come lo scrittore, a dimostrazione che «l’infanzia non viene guardata solo dalla prospettiva dei bambini» (ivi, p. 91) ma può essere anche caratteristica propria di adulti e, addirittura, anziani.
Prima di analizzare usi disobbedienti dello spazio urbano, osserviamo però un esempio “in negativo”. Un volumetto cioè che pretende di offrire una guida ai percorsi su cui instradare i bambini per far loro conoscere una città, in questo caso Bologna. Anzi, come ci mostra in maniera palese la mappa che apre il libro, una porzione minima - e centrale - di Bologna. Percorsi standard, quelli del turismo, senza sorprese e senza deviazioni inaspettate. E lo diciamo a dispetto del fatto che uno dei punti disegnati sulla mappa - il n. 4 - è proprio l’Archiginnasio. Di cui questo libro-guida (così viene definito dalla stessa autrice nell’introduzione, p. 4) racconta la storia in un breve racconto intitolato Uno stemma da trovare (p. 42-56).
Elisa Zinnamosca, Bologna. 7 racconti per esplorare la città con i bambini, Bologna, In riga, 2024.