I mille volti dell’Egoarca
I mille volti dell’Egoarca

Che l’antagonista principale de La Compagnia dei Celestini, l’“Egoarca Mussolardi”, celi un Silvio Berlusconi non ancora attivamente impegnato in politica – il libro, d’altronde, esce nel 1992 – appare chiaro fin dalla sua entrata in scena. 
La prima volta che viene nominato, all’inizio del capitolo 9, si dice che «occupava tre quinti di stampa cinema e tivù di Gladonia, ma si trovava da qualche tempo in bonaccia d’audience», e possedeva la squadra di calcio Jumilia. Quando lo vediamo comparire in scena, in apertura del capitolo 34, viene ritratto con queste parole:

 

«Mussolardi era un uomo ben tenuto che dimostrava meno dei suoi quarantasei anni, specialmente dopo che un recente trapianto di capelli lo aveva reinserito nella schiera dei peluti. Gli erano stati conficcati nella chierica, mediante ago laser, tremila capelli naturali di bambino slavo [...]. Era perennemente abbronzato e con un sorriso sintetico».

 

Questo ritratto, non proprio celebrativo, ha avuto fortuna: è sufficiente misurare le occorrenze del termine «Egoarca» nella letteratura giornalistica e politica. Tra i testi più interessanti, il libro di Franco Cordero Le strane regole del Signor B. – la cui copertina, firmata da Altan, è qui riprodotta – che registra il termine fin dall’Introduzione.
Ma d’altronde quest’immagine ricorda un altro ritratto, sempre tracciato da Benni, per il quotidiano francese «Libération», in un lungo corsivo datato 25/03/2006 (lo si può leggere anche sul suo sito) dal titolo, quantomai esemplare, di Berlusconi, la tête au Nutella. Di ritorno dal Salone del Libro di Francoforte, atterrato a Fiumicino e sulla strada per Roma, Benni parla del politico con un tassista – e il ritratto che ne emerge (qui sotto, in traduzione), a più di quindici anni da La Compagnia dei Celestini, è sorprendentemente simile a quello del romanzo:

 

«“[...] datemi una ragione per non votarlo”. “Ne avrei mille”, gli dico, “ma quando guardo i manifesti... Non mi piace perché si vergogna di invecchiare. Perché tutti quei liftings, il fondotinta, i trapianti di capelli, il botox? Se ha la testa di un uomo onesto, come ha detto una volta, perché cambiarla?” “Forse avete ragione” dice il tassista, pensieroso».

 

Franco Cordero, Le strane regole del signor B., [Milano], Garzanti, 2003.

Collocazione: ZANARDI C. 1235