Benni si diverte...
Benni si diverte...

Benni non si limita ai romanzi, per raccontare l’Italia, i suoi difetti, i suoi scandali, il suo conformismo.
La Biblioteca comunale dell’Archiginnasio possiede un curioso libretto di Alessandro Castellari, che con Benni ha guidato per anni la Pluriversità dell’immaginazione, dal titolo Manzoni si diverte. Si tratta di un'antologia di parodie letterarie a sfondo politico: così Trilussa se la prende con il cerchiobottismo del Partito Democratico, l’Infinito di Leopardi viene riscritto in chiave berlusconiana (e diventa L’Impunito), l’«Addio monti» da I Promessi Sposi viene trasformato nel lamento di un leghista, neoeletto al parlamento, in viaggio per Roma.
Stefano Benni firma una fulminea prefazione a questo libro – che, in effetti, ha davvero un che di ‘benniano’ – in cui dopo aver tracciato un ritratto ironico dell’autore come vampiro della letteratura, non risparmia un attacco allo stato della cultura del suo tempo, nazionale e petroniana: «Se [Castellari] vi viene incontro di notte, assetato di pagine fresche, mostrategli un Moccia o un Vespa, o un programma dell’Estate Bolognese. Fuggirà, sventolando il mantello nero nella notte».

 

Alessandro Castellari, Manzoni si diverte. Parodie e profezie di autori illustri, [presentazione di Stefano Benni], Ozzano dell'Emilia, Perdisa, [2009].

Collocazione: ARPE-BO E. 774