Molti dei personaggi de La Compagnia hanno un soprannome. Ce l’hanno tutti i pittori della famiglia Pelicorti, ce l’hanno molti dei bambini dell’orfanotrofio, ce l’hanno quasi tutti i giocatori di pallastrada che confluiscono a Gladonia da tutto il mondo.
Avevano un soprannome anche i più importanti giocatori di pallone ottocenteschi. Quello che vediamo è un ritratto di Angelo Donati, detto il Diavolone, che alla metà del secolo dominava gli eventi sportivi dello Sferisterio bolognese. Al suo braccio destro è ben visibile il bracciale utilizzato per il gioco, «di legno, ricavato da un unico pezzo con l’aggiunta di rialzi a punta di diamante, e pesa circa due chili; la mano vi si introduce fasciata per proteggerla dai colpi» (Il gioco e le sue regole, in Alle origini dello sport: il gioco del pallone prima del calcio, p. 45-46: 45). Il disegno è riportato anche nell’opuscolo appena citato (p. 11) ma la didascalia lo indica erroneamente come un ritratto di Giovanni Gozzadini.
Nella biblioteca digitale Arbor è possibile vedere il ritratto a una migliore risoluzione e leggere un articolo in cui si parla anche di Donati.
Al Diavolone è intitolata una sala del Centro polifunzionale “Il Pallone” di Bologna.
Donati Angelo (sec. XIX), ritratto realizzato con tecniche miste.