Alessandro Baricco, Utopia nonostante la realtà (1993)
Alessandro Baricco, Utopia nonostante la realtà (1993)

Nel numero di maggio 1993 de «L’Indice dei libri del mese», Alessandro Baricco pubblica una recensione a La Compagnia dei Celestini (qui leggibile a una migliore definizione). In copertina di quel fascicolo della rivista compare un ritratto, firmato da Tullio Pericoli, di Daniel Pennac, grande amico di Benni, che anni prima aveva sollecitato con insistenza presso Feltrinelli la pubblicazione dei romanzi dello scrittore francese.

Baricco definisce La Compagnia «uno dei libri più importanti scritti da un italiano negli ultimi anni» e sottolinea come l’attenzione dell’autore sia, come in altri suoi libri, sempre centrata sugli emarginati e gli ultimi, quelli che appartengono a «quella parte dell’umanità che non appare nella lista ufficiale degli abbonati al mondo». In questo caso sono dei ragazzini ma «alle volte hanno anche settant’anni».

Il romanzo, continua Baricco, racconta anche l’Italia contemporanea ma per far questo «basta effettivamente uno come Bocca». Quello che colpisce nel testo di Benni è la lingua con cui costruisce questo racconto, una lingua dirompente ed inventiva, capace con il solo accostamento di due parole - l’Extasi e il confetto Falqui, nell’esempio scelto dal recensore - di scatenare la risata attraverso la collisione di due mondi opposti. Chiudiamo con le stesse parole con cui conclude Baricco: «E se rido, non è perché lui è uno scrittore comico. Se rido, è perché lui è un grande scrittore».

 

Alessandro Baricco, Utopia nonostante la realtà, «L’Indice dei libri del mese», X, n. 5, maggio 1993, p. 10.

Collocazione: A. 1611 (1993)

Il fascicolo è disponibile integralmente online.