«Rigolone Marina, perla del mare Adrenalio! Capitale europea del divertimento, isola di relax e arcipelago di perdizioni, megavulvodromo e maxifalloteca, birdland e gomorra, perno della bilancia economica del paese, monumento al nostro spirito d’iniziativa, mirabile sintesi di tradizione e modernità, folclore e turismo, trasgressione e pennichella, natura e infrastrutture, delfini intelligenti nelle vasche e cretini motorizzati in libertà. Rigolone Marina!» (cap. 25).
Con queste parole si apre la quinta parte del viaggio dei nostri Celestini, tutto estivo e romagnolo. Quello del turismo estivo nella riviera adriatica - territorio in cui il tema del rapporto fra spazio pubblico e interessi privati ha decisa rilevanza - è un vero e proprio fenomeno di costume, in effetti, con tutte le sue contraddizioni, così graficamente riassunte da Benni, che ha segnato le vacanze di intere generazioni di italiani e non solo.
Anche nella Biblioteca comunale dell’Archiginnasio sono arrivate tracce di questa moda estiva – utili per chi volesse capirne la storia, l’evoluzione, o per chi, anche d’inverno, guarda al mare con nostalgia e desiderio. Tra i testi più interessanti, possiamo segnalare Le Sirene dell’Adriatico, uno studio d’arte sui manifesti pubblicitari della riviera adriatica tra il 1850 e la metà del secolo successivo, con numerose riproduzioni di réclames e avvisi, dai primissimi, come i Bagni Dorici Marini di Ancona del 1837 (di cui giunge notizia, nella «Gazzetta Privilegiata» di giovedì 6 luglio, anche a Bologna), fino a quelli dell’immediato dopoguerra, passando per la belle époque e i primi decenni del Novecento. Qui ne vediamo un bel manifesto che pubblicizza l’estate a Cattolica intorno al 1908.
Le Sirene dell'Adriatico: 1850-1950. Riti e miti balneari nei manifesti pubblicitari, a cura di Ferruccio Farina, Milano, F. Motta, 1995.