Il quaderno della quarantena di Silvia Costa

Sulla scia del progetto per #ArtCityBologna iniziato alla Biblioteca Italiana delle Donne, Silvia Costa si ri-mette in ascolto di voci, sensazioni e pensieri dando spazio a quelli che emergono in questo momento speciale, per dare loro quotidianamente una forma muta attraverso i suoi disegni e comporre un quaderno della quarantena.

Sono dentro. L’ essere ciò che è chiuso in un tratto è il titolo del progetto di Silvia Costa iniziato in occasione di ArtCityBologna (24 – 26 gennaio 2020) alla Biblioteca Italiana delle Donne in collaborazione con Xing. L’artista, regista e performer aveva messo in mostra i suoi disegni realizzati come frammenti di un diario personale uscendo dal proprio guscio per raccogliere pensieri e parole d’altri che di notte aveva poi trasformato in forme e figure tra gli scaffali della biblioteca. Sulla scia di quell’esperienza e ispirata da uno stare dentro forzato che riguarda tutte e tutti, il progetto continua oggi via mail in una raccolta di suggestioni esterne trasformate in disegni che andranno a comporre un quaderno della quarantena.

Queste le parole/invito di Silvia Costa:

Sono dentro,
lo siamo tutti. E dobbiamo starci.
Si sta dentro la propria casa, dentro la stanza, dentro il proprio corpo, e silenzio. Questa riduzione a noi stessi e alla nostra salvaguardia, si proietta verso un grande Fuori, verso il Mondo, che ci chiede di separarci per stare insieme. Questo virus è esistenzialista.

Nel suo metterci in pausa forzata, assopendoci con questa domenica senza fine, ci sbatte in faccia una realtà che ci spaventa perché per la prima volta non sappiamo quando finirà, e non sappiamo come sarà il dopo. Chi e come saremo. Ci mette in uno stato di convalescenza, e urgenza.
Ozio e operosità.
Vuoto e pieno.
Spazio e tempo.

Come si trasforma il tempo e il suo pensiero nel momento in cui si smette di anelare al tempo libero, al tempo che non c’è mai, perché ne siamo sommersi?
E’ davvero libero questo tempo? O è solo un altro tempo di cui ci eravamo dimenticati, che ci riporta a considerarci come Esseri, e ci chiede di riconsiderare il nostro fare attivo?

Disegnare, come molte altre pratiche solitarie, è un modo di pensare e fissare il proprio tempo.
Non dice, ma suggerisce e chiama, come un appello universale che può integrare tutti.

Sulla scia del progetto iniziato in occasione di Artcity lo scorso 24 gennaio alla Biblioteca italiana delle donne di Bologna con il sostegno di Xing, vorrei espandere la proposta e rimettermi in ascolto delle voci, sensazioni e pensieri che emergono in questo momento speciale e dare loro quotidianamente una forma muta attraverso i miei disegni.

La mia proposta è un modo di fissare cosa ci sta attraversando, anche se non sappiamo cos’è.
E’ un ascolto personale ma che cerca di aprirsi per cercare di capirlo insieme.
Chi ne avesse voglia può mandarmi i pensieri del giorno, le frasi che attraversano, le parole che ritornano,
e a cui ogni sera darò forma in disegni che andranno a comporre il quaderno della quarantena.
Potete scrivermi via mail ssilviacostaa@gmail.com o via messenger SilviaCosta.

Ogni giorno sull’account Facebook e Instagram di Silvia Costa verranno pubblicati di disegni realizzati.

Organizzatore