Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività

all’interno della XV edizione del Festival La violenza illustrata

In diretta dalla pagina Facebook della Libreria delle Donne di Bologna.

Presentazione di Isabella PintoElena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività, (Mimesis 2020): dialogano con l'autrice Fiorenza Menni (Ateliersi), Samanta Picciaiola (Associazione Orlando).

All'incrocio tra critica letteraria e filosofia, il volume esplora la scrittura di Elena Ferrante e il rapporto tra soggettività e narrazione, individuando tre diverse partizioni. Mitopoiesi rilegge il rapporto mitologico madre-figlia che percorre “L'amore molesto”, “I giorni dell'abbandono”, “La figlia oscura” e “La spiaggia di notte”, per pensare altrimenti le relazioni di disparità, approdando alla storicizzazione delle genealogie femminili. Diaspora esamina “L'amica geniale”, scorgendo nella fantasia di autofiction un dispositivo narrativo che permette di accedere alle temporalità in divenire delle soggettività in fuga. Performatività setaccia “La frantumaglia” e “L'invenzione occasionale”, facendo emergere un'autorialità diffratta, che articola un'inedita istanza narrativa - polifonica e relazionale - del Global Novel: la narratrice traduttrice. Questo volume rende così visibile come Elena Ferrante - voce femminile e, al contempo, affermativamente depersonalizzata - si inserisca in un "multiverso temporale transfemminista", dove solo le soggettività impreviste e postumane sono in grado di trasformare il potere dello storytelling in potenza poethica.

All'interno della XV edizione del Festival La violenza illustrata

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