Voci dal verbo LEGGERE | Guendalina Piselli

in occasione della pubblicazione di DICIASSETTE prodotta e distribuita da Fruit Exhibition qualche domanda su libri e letture a Guendalina Piselli | dicembre 2020

Che ruolo hanno libri e lettura per te, qual è il tuo rapporto con la parola scritta e le immagini e con l’oggetto libro/pubblicazione? 
Sembrerà una risposta scontatissima, ma la carta stampata mi accompagna da ancora prima che io sapessi leggere. Ho avuto la fortuna di essere cresciuta tra libri morbidi, quelli pop-up e poi quelli per accompagnare nell’apprendimento della lettura. Continuare poi a leggere è stato del tutto naturale per me. A scuola sono sempre stata una di quelle studentesse che non vedeva l’ora che venisse dato un libro da leggere per farne poi una discussione collettiva.
Credo che il mio rapporto con l’oggetto libro/pubblicazione oggi si basi soprattutto sulla mia necessità o gusto personale di ritrovarvi sempre in qualche modo un collegamento con la realtà che vivo. Crescendo ho sviluppato ovviamente delle preferenze e tra queste c’è la fantascienza - che per quanto sembri lontana da noi deriva sempre dal presente che viviamo o abbiamo vissuto - e progetti editoriali che mi permettono di approfondire argomenti di attualità. In questo lavorare con e per Fruit Exhibition mi ha dato il privilegio di scoprire e di accedere ad un mondo di possibilità.

Quali sono i testi significativi nella tua formazione? 
Ne dimenticherò sicuramente alcuni. Credo che molti testi siano stati significativi senza che effettivamente me ne accorgessi. Tutti in qualche modo hanno aggiunto qualcosa alla mia formazione. Ce ne sono alcuni che ricordo con grande piacere e che ancora oggi considero come un punto di partenza o una conferma di qualcosa. Tra tutti sicuramente Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno che ricordo con affetto e considero come il testo che mi ha permesso di sentirmi libera di essere la persona che ero. Nella formazione scolastica La galassia Gutenberg di Marshall McLuhan e Sesso Arte Roc’n’roll di Fabriano Fabbri, mi hanno dato la conferma che l’arte è sempre e comunque collegata al contesto storico, sociale e politico. Era un’idea che avevo presentato, in modo davvero poco scientifico, con la tesina dell’esame di maturità e che trovava finalmente una conferma. 

Biblioteche, archivi, librerie, rete: dove cerchi parole e immagini, volumi e riviste, fumetti utili per le tue ricerche? 
Le biblioteche sono state il mio punto di riferimento per anni. Ricordo ancora che alle elementari passavo interi pomeriggi con la mia amichetta del cuore nella biblioteca di paese. Ho smesso di frequentarle assiduamente dopo l’ultimo anno di Accademia. Non perché non mi servano più, ma perché il mio feticismo per la carta stampata è aumentato a dismisura. E’ pericolosissimo per il mio portafogli entrare in una libreria, ma ho sempre considerato il denaro speso in cultura (libri, musica, musei) un investimento per il mio futuro. Qui a Bologna ho alcuni libri acquistati quando ero ancora alle superiori che porto sempre con me in tutti i traslochi e che ogni tanto mi capita ancora di sfogliare.
Per quanto riguarda la rete, credo sia un posto magico che ti permette di scoprire continuamente progetti nuovi, ma anche ingannevole. Le grandi distribuzioni online, come quelle fisiche, sono in realtà un coltello a doppia lama per l’editoria: danno visibilità, ma decimano i profitti effettivi degli editori. Insomma, come in qualsiasi altro campo commerciale, anche per l’editoria bisognerebbe acquistare in modo consapevole.

Lettura come stimolo, approfondimento, per documentarsi, per distrarsi…? Tu come la pratichi?
A fasi alterne. Ho sempre fatto della lettura un momento di stimolo e distrazione, leggendo a casa, in treno, a colazione, prima di andare a dormire. Poi durante gli anni universitari è successa una cosa che non mi sarei mai aspettata: riuscivo a leggere solo libri che mi insegnavano direttamente qualcosa. Continuavo ad approfondire, a documentarmi, e facevo davvero fatica ad entrare in una storia che non fosse davvero reale. Mi sono sbloccata solo un paio di anni fa dopo aver ricevuto in regalo un romanzo che ho letteralmente divorato. Ora sono finalmente tornata ad alternare letture di studio e letture di puro piacere narrativo. 

Quali sono le letture che hanno contribuito al percorso curatoriale durante la realizzazione del progetto editoriale che ha portato alla pubblicazione di Diciassette? Quali libri, riviste, fanzine, fumetti si accumulano sul tuo tavolo di lavoro? 
Più che da letture il percorso curatoriale di Diciassette nasce da una serie incontri. Il primo in ordine di tempo è stato quello con il progetto Le fontane di Zaatari di Margherita Moscardini alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, un vero e proprio dispositivo pensato per generare un sistema di vendita delle sculture che riproducono in scala 1:1 i sessantuno modelli di fontana censiti dall’artista all’interno di quello che è ancora oggi il secondo campo profughi più grande al mondo. Con circa 80 mila residenti Zaatari, ideata e costruita come luogo transitorio e provvisorio, si è trasformata nel corso degli anni in un vero e proprio nucleo urbano strutturato, configurandosi come la quarta città più grande della Giordania con strade, scuole, ospedali, moschee, campi da calcio, scambi commerciali. Il secondo è una serie di conversazioni, disponibili online, avvenute tra profughi e volontari nel campo profughi di Calais. Da questi ho iniziato a sviluppare un interesse per il tema del campo profughi come luogo peculiare da indagare dall’interno, come spazio urbano vero e proprio con le proprie dinamiche e caratteristiche politiche e sociali. I contributi all’interno della pubblicazione cercano di fare proprio questo e anche loro nasco da una serie di incontri.
Ho coinvolto illustratori e illustratrici che stimo personalmente e professionalmente e che so essere vicini ai temi trattati. Per i contributi scritti invece ho optato per penne che conosco e che leggo: Sara Manisera collabora con Al Jazeera, Libération, Arte e Internazionale, Giovanni Tateo è caporedattore di menelique magazine (progetto indipendente fondamentale ora secondo me nel panorama italiano) e Matteo Vianello, che ha coinvolto Giulia Buffoli, è fondatore di Carnets, altro progetto che spicca a livello nazionale e non solo. Ecco diciamo, chi più fisicamente e chi più in modo figurato, questo è il materiale del mio tavolo di lavoro.

Tieni dei libri, fumetti, riviste in casa? Se si, ci racconti brevemente come è o non è organizzata la tua libreria?
Mi sono trasferita due anni fa in quella che definisco “la casa da persona adulta” portando con me i libri che mi hanno sempre accompagnata in tutte le case da studente. Ecco, dopo un anno ho dovuto acquistare una seconda libreria e sono tantissimi i libri che ho ancora a casa di mia mamma e che vorrei tantissimo portare qui. Devo ammettere, e in moltissimi forse inorridiranno, che la collocazione di libri, fumetti e riviste nelle librerie e in casa è totalmente dettata dal sentimento. Ho provato più volte a dare un ordine di genere, tipologia o alfabetico, ma è sempre durato pochissimo. Mi ritrovo sempre ad avere almeno un libro sul tavolo della cucina, sul comodino o sul tavolino del soggiorno. La cosa fondamentale e importantissima è che so sempre e comunque dove e come cercare...

Hai dei consigli di lettura da suggerire? 
Domanda difficilissima… opterò per partire da qualche ultimo titolo letto o acquistato/ricevuto.
Tra le letture in corso Cronache marziane di Ray Bradbury, il romanzo di fantascienza più anticonvenzionale di sempre e che a distanza di 70 anni è ancora attualissimo (sconsiglio tuttavia l’ultima edizione Oscar Moderni Cult della Mondadori, arricchito di due racconti, ma privo di almeno una pagina). Per alternare allo “svago” l’approfondimento, tra gli ultimi acquisti Editoria come curatela. Progetto e immaginario nelle riviste di moda contemporanee di Saul Marcadent (edizioni Marsilio) nel quale vengono esplorate le dinamiche e le possibilità del magazine. Per unire i due approcci il magazine Freeman’s edito in Italia da Blackcoffee che in ogni numero raccoglie racconti, poesie, approfondimenti attorno ad un unico tema. Tra le sorprese delle letture di questo 2020, La fila di Basma Abdel Aziz (Nero edizioni): romanzo distopico esempio di una nuova ondata di letteratura araba contemporanea nata dopo le Primavere Arabe.
Potrei andare avanti per pagine e pagine, al di là di volumi che ho in casa. Mi piace tantissimo condividere le mie scoperte editoriali e per questo ho iniziato una piccola rubrica sulle storie di Instagram e Facebook per raccontare tutto quello che scopro nel mondo dell’editoria nazionale e internazionale.


Diciassette è un progetto a cura di Guendalina Piselli realizzato con con il sostegno di Fruit Exhibition nell’ambito di COLLA Fest e BilBOlBul 2020.

Diciassette è la prima pubblicazione prodotta e distribuita da Fruit Exhibition.

Il progetto editoriale nasce in contemporanea all’omonima mostra inizialmente prevista in occasione di COLLA Fest e BilBOlBul 2020 negli spazi di Dynamo Velostazione e al momento posticipata a data da destinarsi. Crediamo nello spazio espositivo come spazio di condivisione, di creazione e di comunità, per questo abbiamo scelto di ripensare il progetto espositivo per un tempo futuro nel quale tutto questo sarà possibile. Diamo invece il via alla distribuzione del catalogo come spazio di riflessione e condivisione preparatorio a quello che sarà, da fruire individualmente e da condividere a distanza. 

Diciassette nasce per indagare il tema del campo profughi come spazio urbano peculiare, nato come centro transitorio, ma di fatto destinato a durare. In formato tabloid e stampata su carta riciclata Favini, Diciassette raccoglie quattro contributi scritti e sette illustrazioni.

Tra le pagine di Diciassette le illustrazioni di Isabella Bersellini, Marco Brancato, Elisa Caroli, Andrea Chronopoulos, Alessandro Cripsta, Federico Manzone, Davide Bart Salvemini accompagnano i contributi di Daniele Bonaiuti, Sara Manisera, Giovanni Tateo, Giulia Buffoli e Matteo Vianello, non in un rapporto didascalico, ma con l'intento di costruire un un ulteriore livello di approfondimento e di sviluppo di un discorso attorno all'idea di campo come centro di aggregazione urbana e comunitaria. Diciassette ha l’intento di escludere dalla riflessione sul tema del campo profughi un certo patetismo nel quale troppo spesso cade la questione della migrazione, portandola al centro di una riflessione sociale, politica e urbanistica dalla base scientifica per immaginari futuri scenari.

Per rivecere copia scrivere a bookshop@fruitexhibition.com: nella mail è necessario indicare l’indirizzo a cui spedire la copia o le copie. Nella risposta veranno segnalate le coordinate bancarie o account Paypal per versare una donazione come sostegno all'associazione.
Oppure, nello shop online di Crudo.


Guendalina Piselli (Milano, 1992) lavora come media manager e communication specialist per realtà culturali nazionali con una propensione per quelle indipendenti. Da anni si divide tra lo spazio meditativo della scrittura collaborando come assistente editoriale con ATPdiary e quello frenetico dell’organizzazione di eventi come co-art director di Fruit Exhibition. Per Diciassette preferisce essere definita organizzatrice piuttosto che curatrice.

Puoi trovare fumetti/libri/letture segnalate da Guendalina Piselli​ disponibili al prestito presso le biblioteche di Bologna, al prestito digitale su EmiLib/MedialibraryOnline e in vendita nelle librerie.